Putin-Hollande, patto di ferro: “Sì a una coalizione a guida USA”

È nata al Cremlino la coalizione franco-russa che collaborera con quella capitanata dagli americani. Vladimir Putin e Francois Hollande coordineranno le loro azioni, concentrando il loro impegno contro lo Stato islamico. I primi obiettivi da colpire saranno i convogli che trasportano in Turchia il petrolio dai territori siriani occupati dall’Isis. Verrà fatta contemporaneamente una mappatura di quei gruppi delle opposizioni anti-Assad, che si schiereranno contro i terroristi in maniera da non bombardarli. L’elemento portante dell’intesa sarà pertanto lo scambio di informazioni per rendere efficace questa operazione intemazionale anti-terrorismo, che ha avuto l’imprimatur dal Consiglio di sicurezza dell’Onu.

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I due presidenti hanno poi sotto lineato entrambi personalmente che la presente situazione in Siria non pregiudica la ricerca di una soluzione della crisi in Ucraina orientale all’interno degli accordi di Minsk del febbraio 2015. Francois Hollande si è augurato di ottenere anche per il Donbass migliori informazioni su quanto sta ora accadendo. «Siamo disponibili a partecipare ad una coalizione allargata in Siria, anche a guida Usa – ha osservato Vladimir Putin – ma sappiamo che alcuni dei nostri partner occidentali nonsono pronti». La gravità del momento non permette, però, di attendere. «Serve agire subito», gli ha fatto eco il capo dell’Eliseo.

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«È necessario un processo politico», ha poi aggiunto Hollande. Governo di transizione indipendente ed elezioni generali sono la ricetta di Parigi condivisa da Mosca. Sul ruolo di Assad le differenze restano. Se per l’Eliseo non c’è per lui futuro, per il Cremlino la questione deve essere decisa soltanto dal popolo siriano. «È indispensabile un’azione terreste e in questo momento soltanto le forze governative siriane sono in grado di metterla in atto», ha sostenuto Putin, giustificando cosi parzialmente la sua posizione a favore del presidente siriano. Il capo del Cremlino ha quindi ammonito «chi usa doppi standard col terrorismo ed è coinvolto in attività criminali sta giocando col fuoco». I russi hanno a disposizioni fotografie aeree con colonne interminabili di cisterne dirette in Turchia. «In quei serbatoi – ha rimarcato Putin – vi è non solo petrolio ma anche il sangue dei nostri cittadini», ricordando la strage di Parigi e l’esplosione dell’aereo dei turisti russi sul Sinai, si legge su “Il Mattino”.