Scuola, nuova infornata: c’è anche la moglie di Renzi. Protestano i sindacati

Tra i 50mila precari che hanno beneficiato della terza tranche di assunzoni (che in realtà non sono altro che una sanatoria imposta dalla Ue e recepita dalla riforma Giannini) c’è anche la precaria più famosa e coccolata d’Italia, Agnese Renzi, che beneficia del via libera del Miur alla fase C del piano assunzioni del decreto della Buona scuola. Agnese Landini occuperà uno dei posti di potenziamento che le scuole useranno per i progetti speciali e per potenziare il corpo docenti. La moglie del premier avrà dieci giorni per accettare la cattedra part-time a Pontassieve o decidere, con l’anno nuovo, se spostarsi in un’altro istituto scolastico.

Agnese precaria con elemosina

«Spero che questo rito penoso finisca, sembra che chiediamo l’elemosina, invece siamo dei professionisti», aveva dichiarato la moglie del premier mentre – nel settembre scorso – aspettava per ore di avere la sua cattedra. La Renzi non era stata assunta con la prima ondata di assunzioni e si era presentata per l’assegnazione delle supplenze annuali. L’assunzione, in questa terza fase, è frutto di una procedura complessa frutto di un algoritmo del ministero. Tutti i docenti individuati avranno appena 10 giorni per accettare: in caso di rifiuto verranno cancellati da tutte le graduatorie pre-ruolo e dovranno cominciare a fare le supplenze o i concorsi come semplici laureati.

Le proteste del sindacato

Il sindacato, intanto, è già sul piede di guerra: «È un modo di procedere, top-secret, non accettabile per dei lavoratori che stanno per essere ammessi nei ruoli dello Stato, e per conoscere le modalità di scelta adottate dal sistema telematico è inevitabile produrre istanza di accesso agli atti». Marcello Pacifico, presidente Anief, ha spiegato che attraverso il Tribunale amministrativo regionale, «risaliremo ai criteri adottati e valuteremo, con i nostri legali, se hanno rispettato le norme vigenti». Così nei prossimi giorni, appena il Miur renderà disponibili le proposte di assegnazione, l’Anief renderà pubbliche le modalità per procedere. «E sarà sempre il Tar presto ad esprimersi sul nostro ricorso sulle esclusioni dei docenti abilitati all’insegnamento ma esclusi dal piano straordinario della Buona Scuola, perché non presenti nelle Graduatorie ad esaurimento o di merito», ha spiegato Pacifico.