Il popolo del web è con Putin: «È lui il nostro leader. No alla Turchia in Europa»

Il popolo del web non ha dubbi: nel braccio di ferro tra Turchia e Russia il tifo è quasi unanime per Vladimir Putin. Decisamente. E mentre tra trattative diplomatiche e sgarbi istituzionali, contromisure e allarme, i rapporti tra Mosca ed Ankara si fanno sempre più incandescenti, sulla piattaforma globale è un tripudio di frasi a sostegno del leader del Cremlino e di invettive contro il possibile ingresso della Turchia in Europa. E di certo non aiuteranno a smussare i toni della propaganda virtuale contro Erdogan gli ultimi sviluppi della situazione già molto tesa nel Paese, che riportano la notizia dell’arresto per spionaggio del direttore e di un giornalista della testata di opposizione turco Cumhuriyet: una decisione che ha scatenato la reazione di centinaia di manifestanti si sono raccolti davanti alla sede del giornale a Istanbul.

Il web si schiera con Valdimir Putin

Il mondo sotto assedio della minaccia terroristica dell‘Isis vede in Putin – sostenuto a suon sdi slogan e di riflessioni più articolate – un leader a cui rivolgersi e nella cui difesa confidare. Il pugno duro contro i miliziani del terrore armati dal Califfato e, secondo il giornale d’opposizione finito nel mirino delle autorità turche, anche da un presunto traffico d’armi tra la Turchia e la Siria, rinfranca da paure militari e sospetti diplomatici. E allora per esempio, l’accusa formulata a carico di Can Dundar e Erdem Gul è di aver favorito una organizzazione terrorista e di aver rivelato segreti di Stato, non aiuta certo a estirpare il germe del sospetto e dell’insicurezza sulla Turchia. Gli arresti, peraltro, sono stati ordinati proprio nel momento in cui, più che mai, si acuiscono le preoccupazioni per la libertà di stampa nel Paese: uno degli aspetti che – a detta del popolo del web – ostacolano il famigerato – e indesiderato – ingresso della Turchia in Europa.

Intanto, sul fronte militare e quello diplomatico…

Intanto, mentre tra Mosca e Ankara non accennano a placarsi le polemiche infuocate seguite all’abbattimento del jet militare russo da parte degli F-16 turchi, e nonostante il ruolo in prima linea, la Russia continua però a sostenere l’idea di una coalizione globale contro l’Isis: un progetto ambizioso che però, come sostenuto dal portavoce di Putin, Dmitri Peskov nel ribadire che Mosca è comunque disponibile «a cooperare in qualunque formato» nella lotta al terrorismo, «sfortunatamente» i suoi «partner occidentali al momento non sarebbero pronti a sostenere», almeno non «nel formato di una coalizione unificata»… Non solo: la Russia annuncia di avere nel pentolone altre dure misure economiche contro la Turchia e, in attesa di concretizzare le «serie conseguenze» anticipate da Putin, sta già assestando i primi colpi. Innanzitutto ha deciso di ripristinare il regime dei visti tra i due Paesi a partire dal primo gennaio: una misura adottata dopo aver raccomandato ai cittadini russi di non visitare la Turchia e a quelli che si trovano là di rimpatriare a causa della «minaccia terroristica». E ancora: Mosca ha rafforzato anche i controlli sulle importazioni di generi alimentari turchi. Nel frattempo, per evitare il rischio di “incidenti” con le batterie di missili S-400 che Putin ha dispiegato al confine, la Turchia ha sospeso temporaneamente i suoi voli militari in Siria nell’ambito della coalizione in attesa di riaprire i canali di dialogo con Mosca.