«Pinocchio De Luca, vattene». Consiglio amaro per il governatore indagato

Neppure il doveroso minuto di silenzio osservato in apertura di seduta dal Consiglio regionale della Campania in onore delle vittime innocenti di Parigi è riuscito ad allentare le tensioni innescate dal caso-De Luca. Il governatore era atteso dalla prova aula e l’esame si è dimostrato più ostico del previsto con i rappresentanti del M5S seduti in segno di protesta sugli scranni più alti dell’assemblea costringendo la presidente Rosetta D’Amelio ad aprire i lavori da una postazione diversa. Lavori in realtà mai cominciati, tanto è vero che subito dopo è stato sospendere la seduta.

Protesta M5S: seduta sospesa dopo pochi minuti

Decisione scontata visto che l’aula non è mai stata agibile. A De Luca, indagato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolti tra gli altri la giudice Anna Scognamiglio – estensore della sentenza che ha consentito al governatore di superare la sospensione prevista dalla “Severino” per gli amministratori condannati – e suo marito Guglielmo Manna cui – stando sempre all’ipotesi accusatoria – in cambio sarebbe stato promesso un incarico prestigioso nella sanità, i grillini hanno detto di tutto, da «Pinocchio» a «abusivo», fino a «dimettiti». Un dato è certo: De Luca ha mentito perché aveva giurato di non sapere nulla del ruolo giocato in questa vicenda dal suo braccio destro, nonché responsabile organizzativo del Pd campano, Nello Mastursi. E l’opposizione oggi glielo ha rinfacciato.

Orfini: «Lo stile di De Luca danneggia il Pd»

Ma sospetti e distinguo si addensano anche nel Pd, il partito di De Luca. Parla per tutti Matteo Orfini, che in un’intervista a Libero pur definendosi «garantista» e pur non invocandone le dimissioni non ha certo lesinato critiche al suo compagno: «Vedo una gestione autoritaria del partito, non disgiunta da una continua ricerca di polemiche con chi non la pensa come lui o si trova sulla sua strada. In lui – ha aggiunto il presidente del partito – si è incarnato un fenomeno di cesarismo che non serve al Pd».