Parigi teme l’arma chimica. Un ospedale denuncia: rubate tute anti-virus

Parigi teme un attacco chimico o batteriologico. Ne aveva parlato il premier francese, Manuel Valls e oggi nella capitale francese sono state aumentate le misure di sicurezza nei principali siti di rifornimento idrico. Le misure, riferisce il quotidiano britannico Telegraph, sono state decise proprio mentre l’ospedale parigino Necker denunciava il furto di una dozzina di tute protettive usate dagli operatori in contatto con virus altamente contaminanti come l’Ebola o prodotti chimici e biologici, assieme a maschere anti-batteriche, guanti e stivali. Secondo il Telegraph, inoltre, questa settimana è emerso che gli ospedali e i servizi di emergenza sono stati dotati per la prima volta di antidoti al sarin e ad altri gas nervini. Eau de Paris, la compagnia che gestisce la filiera idrica parigina, ha proibito l’accesso a sei siti sensibili, dove potranno entrare solo persone selezionate e accreditate. “Otto nostri agenti di sicurezza sono gli unici accreditati dal ministero della Difesa e si tengono costantemente in contatto con il nucleo terrorismo della polizia di Parigi”, ha spiegato un portavoce al quotidiano Le Parisien. Particolare attenzione viene riservata alle strutture per lo stoccaggio dell’acqua; quelle principali sono protette da barriere e sensori per il rilevamento di eventuali intrusioni.
“Questi sensori sono collegati a un centro di controllo e in caso di allerta viene immediatamente inviata una squadra di polizia”, ha spiegato Celia Blauel, presidente della compagnia.
Non solo: per limitare il pericolo di contaminazione, Eau de Paris ha anche incrementato il livello di cloro in cinque siti di rifornimento. “Il cloro viene sempre aggiunto per ragioni sanitarie ma la dose iniettata e’ stata innalzata”, ha detto ancora Blauel. “Quando il livello di cloro scende, significa che c’è una contaminazione biologica”.