A Parigi Putin rifiuta di vedere Erdogan. Ma parla con Obama

Tra imponenti misure di sicurezza per la presenza dei capi di Stato e di governo più importanti del pianeta, ha preso il via a Parigi la Conferenza Onu sul clima. Ma, mai come in questa occasione, saranno più importanti gli incontri a margine dell’assemblea che quelli nella sala conferenze. Si è subito appreso che Vladimir Putin non incontrerà il presidente turco Tayyip Recep Erdogan: lo ha confermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Nei giorni scorsi la Turchia aveva chiesto, per le vie diplomatiche, tale incontro. Ma dopo le dichiarazioni del presidente turco in merito all’abbattimento del Sukoi russo da parte di un F-16 turco e al conseguente rifiuto di fornire scuse ufficiali a Mosca, Putin ha preso la decisione di non incontrare Erdogan e ha anzi avviato una serie di sanzioni economiche verso Ankara. In ogni caso, Putin non ha perso il vizio di arrivare in ritardo. Il leader del Cremlino, come riportano i media russi, si è perso l’inizio del summit con circa 140 capi di Stato e di governo: la cerimonia di apertura, la sessione di foto ufficiali e gli interventi del presidente francese François Hollande, del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e del ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius. Ma è arrivato puntuale all’incontro più importante, quello col suo omologo statunitense Barack Obama, incontro ovviamente a porte chiuse. Da quanto si apprende, le posizioni tutto sommato restano distanti, e probabilmente i due leader si sono concentrati sulle cose che li uniscono più che su quelle che le dividono.

A Parigi i due presidenti si incontrano a porte chiuse

Obama e Putin, hanno parlato in particolare di Siria durante il faccia a faccia a margine del vertice. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che i due leader hanno discusso anche di Ucraina. «Si è notata la necessità della pronta realizzazione degli accordi di Minsk», ha fatto sapere il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, spiegando che l’incontro tra i due presidenti «è stato abbastanza intenso». Per quanto riguarda la Siria, il presidente americano ha ribadito al presidente russo che il loro collega siriano Bashar al Assad deve lasciare il potere. Questa notizia è stata riportata dall’agenzia Bloomberg, che riportava a sua volta la dichiarazione della Casa Bianca, riferendo della bilaterale fra i due leader. Putin e Obama comunque «si sono espressi a favore di un avanzamento verso l’avvio della soluzione politica» in Siria, ha precisato il portavoce del Cremlino al termine dell’incontro tra i due presidenti, incontro che è durato circa mezz’ora. È chiaro però che la sorte di Assad divide ancora i due presidenti, che hanno preferito parlare di una non meglio precisata soluzione politica, che però potrebbe anche essere quella indicata dallo stesso Assad, ossia libere elezioni in cui si decida il suo destino. Sempre Peskov ha tenuto a precisare che nel corso dell’incontro il capo della Casa Bianca ha espresso a Vladimir Putin il suo rammarico per l’abbattimento del Su-24 russo al confine turco-siriano. «Obama ha espresso il suo dispiacere per l’incidente che ha coinvolto il jet russo, abbattuto dalle forze aeree turche in Siria», ha spiegato infatti Peskov.