Il Papa: no ai cristiani dalla doppia vita, evitate la mondanità spirituale

«La mondanità spirituale ci allontana dalla coerenza di vita, ci fa incoerenti», uno fa «finta di essere così» ma vive «in un’altra maniera». La mondanità «è difficile conoscerla dall’inizio perché è come il tarlo che lentamente distrugge, degrada la stoffa e poi quella stoffa» diventa inutilizzabile «e quell’uomo che si lascia portare avanti dalla mondanità perde l’identità cristiana». Papa Francesco, nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta è tornato ancora una volta a parlare di “mondanità spirituale” che uccide i cristiani e la Chiesa.

Il Papa e l’avvertimento contro la mondanità spirituale

Un concetto che aveva già espresso nell’Evangelii gaudium («La mondanità spirituale, che si nasconde dietro apparenze di religiosità e persino di amore alla Chiesa, consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana e il benessere personale») e di grande attualità. Il Pontefice ha ribadito che, per custodire l’identità cristiana, bisogna essere coerenti ed evitare le tentazioni di una vita mondana. Stralci dell’omelia sono pubblicati da Radio Vaticana. E la mondanità, ha aggiunto Papa Francesco «ti porta alla doppia vita, quella che appare e quella che è vera, e ti allontana da Dio e distrugge la tua identità cristiana». E ancora: «Lo spirito cristiano, l’identità cristiana, mai è egoista, sempre cerca di curare con la propria coerenza, curare, evitare lo scandalo, curare gli altri, dare un buon esempio». Parlando poi dei cattolici incoerenti ha fatto l’esempio di chi prende le tangenti: «”Oh, io sono tanto cattolico, padre, io vado a Messa tutte le domeniche, ma tanto cattolico”. E poi vai a lavorare, a fare il tuo mestiere: “Ma se tu mi compri questo, facciamo questa tangente e tu prendi la tangente”. Questa non è coerenza di vita, questa è mondanità».

Il Papa visita a gennaio la Sinagoga di Roma

Papa Francesco visiterà la Sinagoga di Roma nel pomeriggio del 17 gennaio 2016. Lo annunciano in forma congiunta il Vaticano e la Comunità ebraica di Roma. Si tratta della terza visita di un Papa al Tempio Maggiore di Roma, dopo quelle di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. «La visita sarà caratterizzata dall’incontro personale del Papa con i rappresentanti dell’ebraismo e i membri della Comunità».