“Palpeggia” una paziente mentre è in ambulanza: licenziato un infermiere

Molesto e innopportuno: se le accuse dovessero risultare confermate, sarebbero decisamente questi gli aggettivi con cui definire un infermiere professionista – ma decisamente poco professionale in caso – additato prima, e licenziato poi, per aver “palpeggiato” una paxziente durante un trasferimento in ambulanza in un reparto ospedaliero del nosocomio Cervello Villa Sofia a Palermo.

Infermiere licenziato: avrebbe molestato una paziente

La vicenda risalirebbe allo scorso mese di ottobre, il provvedimento di interruzione del rapporto di lavoro, invece, sarebbe stato ratificato il 6 novembre. L’infermiere licenziato, che con l’azienda ospedaliera Cervello Villa Sofia di Palermo aveva in corso un contratto a tempo determinato, arrivato quasi al termine, sarebbe stato messo alla porta perché accusato di avere molestato una paziente mentre si trovava in ambulanza. «La decisione è stata presa dall’ufficio procedimenti disciplinari – ha spiegato il direttore generale di Villa Sofia, Gervasio Venuti – il rapporto di lavoro del dipendente era prossimo alla scadenza».

La vicenda nel dettaglio

I particolari della vicenda, data per scontata la credibilità della ragazza che avrebbe subito la molestia, rivelerebbero che l’infermiere avrebbe palpeggiato la giovane paziente mentre si trovava in ambulanza per recarsi a svolgere alcuni controlli che le erano stati prescritti da alcuni sanitari a cui si era rivolta per un malessere, accompagnata dal padre. Così, in base a quel poco che trapela, mentre il genitore si allontanava a piedi per raggiungere il reparto dove la figlia sarebbe stata ulteriormente visitata, la giovane veniva fatta salire in ambulanza per il trasporto. E sarebbe stato proprio pochi istanti dopo la chiusura degli sportelli del mezzo che il genitore, incredulo, avrebbe sentito provenire dall’interno del veicolo le urla della figlia che, subito dopo, avrebbe raccontato di essere essere stata appunto “molestata” dal paramedico. Quindi, la ormai nota conclusione: l’avvio della pratica a nome dell’infermiere, e la decisione annunciata dall’ufficio procedimenti disciplinari dell’azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di mandare a casa il contrattista a termine che avrebbe allungato le mani.