«Ora basta buonismo: le moschee vanno censite e controllate»

Regolamentare una volta per tutte la presenza delle moschee in Italia. È la richiesta che arriva dal centrodestra, dove la Lega chiede al governo di non ostacolare più la legge regionale lombarda sulla costruzione dei luoghi di culto e Azione nazionale si fa promotrice, negli enti locali, di una delibera per l’istituzione di veri e propri albi dei luoghi di culto.

Maroni a Renzi: «Non ostacolare più la nostra legge»

«Lunedì ho scritto una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per chiedergli di bloccare la decisione assunta dal governo italiano di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge regionale lombarda riguardante la realizzazione di nuove infrastrutture religiose, con cui vengono previste una serie di rigide regole, di precisi vincoli e di attente norme di controllo, da rispettare per poter ottenere di edificare nuovi luoghi di culto», ha spiegato il governatore lombardo Roberto Maroni, facendo esplicito riferimento ai «tragici fatti di Parigi e alla decisione annunciata dal primo ministro francese Valls di chiudere le moschee ritenute a rischio di infiltrazioni terroristiche». Di più, Maroni ha anche suggerito l’opportunità che anche altre Regioni adottino la legge lombarda, che dunque potrebbe «diventare un modello nazionale in questo settore così delicato».

Alemanno chiede l’istituzione di un Albo delle moschee

A Roma, invece, Gianni Alemanno rilancia una proposta avanzata ancora prima delle stragi di Parigi e volta proprio ad arginare e prevenire fenomeni di proselitismo e terrorismo: il censimento e la creazione di un albo dei luoghi di culto e delle associazioni a sfondo religioso nella città di Roma. La proposta prevede inoltre che per l’iscrizione all’albo i soggetti coinvolti sottoscrivano un protocollo di trasparenza su comportamenti e attività, con la possibilità di controlli da parte delle autorità competenti. Presentata il 7 maggio, quando era ancora in carica il sindaco Marino, la delibera fu però bocciata dalla maggioranza di centrosinistra, dimostrando «con quanta miopia ideologica e con quanto demenziale buonismo – ha commentato Alemanno – il mondo progressista ha sempre affrontato questa questione». L’ex sindaco, quindi, ha inviato ora la proposta al commissario Francesco Paolo Tronca, chiedendone l’adozione e sottolineando che nel testo non vi è alcun germe di “lotta di religione” e, anzi, è prevista una collaborazione con Grande Moschea di Roma, «l’unico luogo di culto islamico che ha con lo Stato italiano un rapporto sancito da un atto ufficiale ed è governato direttamente dalle ambasciate dei Paesi Arabi».

Azione nazionale rilancia l’Albo in tutta Italia

Proposte che ricalcano quella presentata a Roma saranno, inoltre, presentate in tutti gli enti locali, grazie all’iniziativa di Azione nazionale. «In Italia tutti parlano del rischio di infiltrazioni fondamentaliste, ma non c’è una mappatura locale e nazionale obbligatoria di questi luoghi di culto», ha sottolineato il portavoce del movimento, Fausto Orsomarso, aggiungendo che «dobbiamo dire basta al finto buonismo progressista italiano ed europeo che in questi anni ha contribuito a trasformare l’Europa in terra fertile per tutti coloro che vogliono venire a predicare l’odio fondamentalista nei nostri Paesi».