Non voleva il presepe: il preside di Rozzano (un ex grillino) si dimette

Dopo le polemiche generate dalla soppressione delle celebrazioni natalizie in alcune scuole, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deciso di ospitare nei corridoi del Palazzo del Quirinale una mostra di presepi provenienti da tutte le Regioni d’Italia. L’iniziativa era decisa da tempo, fa sapere l’ufficio stampa per non gettare benzina sul fuoco, ma proprio l’averla ricordata in concomitanza con le polemiche causate dai casi di Rozzano e Fonte Nuova, evidenzia – sebbene non dichiaratamente – l’intenzione della Presidenza della Repubblica di non arretrare rispetto a una festività che unisce tutti.

Mattarella, intanto, ospita ventuno presepi in Quirinale

La mostra – racconta “Il Giornale” – che in questi giorni viene definita negli ultimi dettagli, ospiterà ventuno presepi provenienti (Trento e Bolzano ne invieranno uno ciascuna) anche per simboleggiare una sorta di «federalismo dell’arte», un incontro di stili e generi diversi nella rappresentazione della Natività che troveranno la sintesi nel luogo che rappresenta l’unità nazionale. In particolare l’Umbria invierà due opere provenienti dal Museo Prosperi di Assisi ispirate alla tradizione di San Francesco, inventore del primo presepe nel 1223. La rassegna, che rappresenta una novità, verrà affiancata anche dall’albero di Natale, tradizionalmente allestito nel cortile d’onore del Quirinale.

A Rozzano cade la testa del preside che voleva cancellare il Natale.

Intanto, non si placano le polemiche scatenate dalla decisione del preside dell’Istituto «Garofani» di Rozzano di evitare le celebrazioni natalizie per evitare di turbare gli alunni di altre confessioni religiose. Il dirigente scolastico Marco Parma, ex grillino, ha rimesso il mandato da reggente della scuola primaria conservando gli altri incarichi. Parma è stato convocato domani dall’Ufficio regionale scolastico della Lombardia e sarà presente anche l’assessore regionale Valentina Aprea, già sottosegretario all’Istruzione. Il dirigente scolastico, convocato in Regione, conserva gli altri incarichi. «Così non si rispetta il credo religioso di altre persone che comunque hanno nella fede cristiana il loro riferimento e così facendo non si rispettano neppure le normative scolastiche nazionali che prevedono gli insegnamenti religiosi», ha dichiarato Aprea.