Nipoti del presidente Maduro presi con 8 quintali di coca: è Narcos di Stato?

Il governo venezuelano continua a mantenere il silenzio riguardo all’arresto di due parenti del presidente Nicolas Maduro – imputati a New York di traffico internazionale di droga – mentre esponenti chavisti insistono che la notizia non è confermata e che comunque si tratta di una ennesima «campagna dei media imperialisti». Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono già ritornati dai viaggi internazionali che li hanno portati in Arabia Saudita e a Ginevra, dove l’erede di Chavez ha parlato davanti al Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu, nelle stesse ore in cui due nipoti di Flores, Efrain Campos e Francisco Flores, erano imputati in un tribunale americano, accusati di aver tentato di importare otto quintali di cocaina negli Usa. Malgrado questa notizia sia stata diffusa ufficialmente dalla giustizia americana, Tania Diaz -vicepresidente del Parlamento e deputata chavista- ha detto in un’intervista che «finora la Dea non ha confermato niente», segnalando con ironia: «Che coincidenza che questa presunta informazione circoli proprio in questo momento», quando Maduro sta «difendendo la patria dagli attacchi internazionali». Da parte sua Eare Herrera, presidente della commissione parlamentare per i media, ha denunciato che «i mezzi di comunicazione imperialisti» hanno «sollevato una infamia internazionale contro la famiglia della nostra “prima combattente” e del presidente della Repubblica».

Sui media del Venezuela è vietato dare la notizia

Come il presidente, anche i media governativi di Caracas non hanno concesso alcuno spazio alla notizia dell’arresto dei parenti di Maduro. Il figlioccio del presidente venezuelano e un nipote di sua moglie Cilia Flores sono stati arrestati giovedì dall’agenzia antidroga americana Dea ad Haiti mentre scaricavano poco meno di una tonnellata di cocaina destinata al mercato Usa, e sono stati incriminati a New York dal Dipartimento di Giustizia Usa per traffico internazionale di stupefacenti: una tegola pesantissima che cade su Caracas e che rilancia le voci sull’esistenza di una rete di narcotrafficanti al vertice del governo chavista venezuelano. I parenti di Maduro sono stati fermati ad Haiti mentre organizzavano l’invio verso gli Usa, attraverso l’Honduras, di 800 chili di cocaina. Secondo alcune fonti giornalistiche, l’aereo in cui i due hanno volato fino ad Haiti era un Citation 500, di proprietà di Sabenpe, un’azienda che si dedica alla raccolta di rifiuti, e sul velivolo non si trovavano gli otto quintali di cocaina che cercavano di smerciare ma solo un campione della sostanza, mentre il grosso della vendita si trovava in uno yacht ancorato nel porto di La Romana, in Repubblica Dominicana.