Nigeria, Boko Haram colpisce in una processione sciita: moltissime vittime

Nuovo sanguinoso attentato del gruppo fondamentalista islamico Boko Haram in Nigeria: si temono molte vittime soprattutto bambini e donne dopo che un terrorista suicida si è fatto esplodere al passaggio di una processione sciita del Movimento islamico della Nigeria nel villaggio di Dakasoye, nello Stato di Kano in Nigeria. Secondo le autorità, i terroristi erano due: uno si è lanciato in mezzo alla folla facendosi esplodere, e l’altro è stato bloccato dalla polizia. Quest’ultimo avrebbe detto di essere stato inviato da Boko Haram, che letteralmente vuol dire “l’educazione occidentale è peccato”. A quanto pare i due erano stati rapiti un anno fa e “rieducati” al terrorismo. Erano giunti dieci giorni fa nella città e tenuti in una casa in attesa dell’attentato. L’attacco è uno dei tanti che gli jihadisti sunniti di Boko Haram effettuano contro i musulmani sciiti della regione del Borno, il nord della Nigeria. Si calcola che in sei anni di terrorismo il gruppo abbia fatto 17mila morti e causato 2,6 milioni di sfollati.

Ultimamente Boko Haram effettua attentati anche nei Paesi vicini

I terroristi islamici nigeriani inoltre hanno assaltato mercoledì sera un villaggio di confine nel sud-est del Niger uccidendo 18 persone e sequestrando una bambina di tre anni. Boko Haram sta agendo anche in altri Paesi, come il Camerun e appunto il Niger. Il sito della Tv iraniana Irib precisa che il villaggio colpito è quello di Wogom nei pressi di Diffa (sul confine con la Nigeria ad un centinaio di chilometri dal Lago Ciad). I terroristi hanno anche bruciato quasi cento abitazioni. La regione di Diffa è stata bersaglio di varie incursioni dei Boko Haram a partire da febbraio e, da ultimo, a ottobre (13 morti). In giugno c’era stato un raid dei terroristi con 38 vittime. Il Global Terrorism Index pubblicato la scorsa settimana ha definito Boko Haram l’organizzazione terroristica più sanguinaria al mondo Di recente i Boko Haram hanno giurato fedeltà all’Isis ma non è chiaro quale contributo portino allo Stato islamico a parte la propaganda. A fronte di questa offensiva, le Forze armate nigeriane non saranno in grado di rispettare la scadenza di dicembre indicata cinque mesi fa dal presidente Muhammadu Buhari per reprimere la ribellione del gruppo integralista islamico. La scadenza «potrebbe rivelarsi irrealistica», ha detto un alto ufficiale col ruolo di portavoce avvertendo che gli attentati suicidi in Nigeria potrebbe continuare.