Mosca sospende i voli con l’Egitto. Nuova crisi per Sharm el Sheikh

Vladimir Putin ha deciso di sospendere i collegamenti aerei con l’Egitto finché non saranno chiare le cause del disastro dell’A321 sui cieli del Sinai. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla Tass. Peskov ha precisato che Putin ha deciso la sospensione dei voli russi in Egitto accettando le raccomandazioni del Comitato antiterrorismo. Il portavoce del Cremlino ha quindi aggiunto che Putin ha ordinato al governo di elaborare i meccanismi per mettere in atto le raccomandazioni del Comitato nazionale antiterrorismo e assicurare il ritorno a casa dei cittadini russi. Il presidente russo ha inoltre chiesto di cooperare con la parte egiziana per la sicurezza dei voli. Peskov ha aggiunto che «la decisione della Russia di sospendere i voli in Egitto non significa che Mosca avalla l’ipotesi di un atto terroristico contro l’A321 precipitato nel Sinai. Nessuna delle versioni sulle cause della sciagura può essere considerata dominante». In ogni caso la sospensione dei voli russi in Egitto durerà «finché non sarà stabilito il necessario livello di sicurezza e non fino alla fine delle indagini sul disastro aereo in Sinai», ha concluso il portavoce di Putin, spiegando che «bisogna garantire la sicurezza dei voli, la sicurezza della preparazione dei voli e di tutte le infrastrutture, successivamente – ha concluso – si potranno riprendere i collegamenti aerei». Poco prima dell’annuncio di Putin il capo dei servizi segreti russi (Fsb), Aleksandr Bortnikov, aveva detto di ritenere necessario sospendere i voli dell’aviazione civile russa in Egitto finché non saranno chiare le cause del disastro aereo nel Sinai. «Finché non avremo definito le cause reali dell’accaduto – ha detto Bortnikov durante una riunione straordinaria del Comitato nazionale antiterrorismo – credo che sarebbe sensato sospendere i voli dell’aviazione russa in Egitto. Questo – ha precisato – riguarda in primo luogo il turismo».

Anche l’Olanda sospende i voli per Sharm

Allarme anche in Olanda, che sta organizzando il rientro dei propri turisti dal Sinai: il ministro degli Esteri olandese, Bert Koenders, ha lanciato l’allarme esortando i turisti a non partire per Sharm la settimana prossima. «Abbiamo l’impressione – ha detto ai media locali – che vi siano condizioni di insicurezza insufficienti in quel luogo». Il ministro ha sottolineato che l’invito riguarda solo Sharm e non il resto dell’Egitto. La Klm ha comunicato ai propri passeggeri in partenza dall’aeroporto del Cairo che possono portare solo bagagli a mano. Sul sito della compagnia aerea si legge che questa decisione è solo precauzionale. Ma non mancano polemiche, visto che il volo Klm dal Cairo a Amsterdam di venerdì mattina, ha imbarcato solo 115 passeggeri rispetto ai 247 con regolare biglietto. In tanti, infatti hanno deciso di non partire senza tutti i propri bagagli. La Ue prende tempo: «È troppo presto per tirare qualsiasi conclusione», anche sulle implicazioni per la sicurezza aerea, su quanto avvenuto all’aereo precipitato nel Sinai. Così il portavoce della commissaria Ue ai trasporti Violeta Bulc, sottolineando che nessuna ipotesi è esclusa al momento. L’aeroporto di Sharm El Sheikh da cui è decollato il velivolo russo, ha ricordato il portavoce, «non si trova in Europa, dove invece abbiamo regole severe in vigore». In realtà l’Egitto ha comunque sottoscritto alle regole di sicurezza previste dalla Iata e dall’Icao. La questione sarà affrontata nella riunione del Comitato per la sicurezza aerea Ue prevista per il 18, con l’auspicio che a quel punto saranno state rese note le cause della tragedia. L’Autorità europea per la sicurezza aerea sin dal novembre 2014 aveva sconsigliato il sorvolo del Sinai del Nord a un’altezza inferiore ai 26000 piedi. Infine, si apprende che «il sentimento prevalente degli italiani ospiti nella nostra struttura è la tranquillità, quelli che sono preoccupati sono invece i loro familiari in Italia. Probabilmente sto affermando delle cose diverse da quelle che si leggono nei giornali, ma vi assicuro che qui la situazione è tranquilla». Ad affermarlo è Marika Porta, ufficio stampa del gruppo Domina a Sharm el Sheikh, frequentato da molti italiani. «I nostri connazionali svolgono tutte le normali attività che si fanno in vacanza, e posso anche aggiungere che giovedì sera la National security egiziana non ha bloccato la nostra escursione programmata della cena nel deserto del Sinai. Altre volte è invece accaduto che in situazioni di emergenza le escursioni venissero bloccate, ma questa volta non è successo. Gli italiani sono tutti entusiasti e ripeto, l’unica preoccupazione è quella dei loro familiari e amici in Italia. Probabilmente tra tutti i nostri 3.700 ospiti di Domina di varie nazionalità ci sarà anche chi la pensa diversamente e avrà anche qualche preoccupazione per quello che è accaduto, ma in generale il sentimento prevalente è la tranquillità», ha aggiunto.