Morta la ragazza italiana intrappolata nel rogo della discoteca di Bucarest

Non ce l’ha fatta Tullia Ciotola, la giovane italiana rimasta gravemente ustionata nell’incendio dei giorni scorsi alla discoteca di Bucarest. A darne notizia, il sottosegretario alla Sanità romeno Raed Arafat e la Farnesina l’ha confermata. La ragazza, originaria di Napoli, si trovava nella capitale romena per un corso del programma Erasmus. Il suo decesso è avvenuto durante il trasporto all’ospedale di Rotterdam, in Olanda, dove era stato predisposto il trasferimento di otto gravi ustionati. Due di essi sono morti prima dell’arrivo a Rotterdam, ha precisato Arafat. Ora il bilancio dell’incendio alla discoteca è salito a 39 vittime.

Tullia Ciotola era di Napoli. Salito a 39 il numero delle vittime

Ma il numero finale dei decessi può ancora salire dal momento che – come hanno tenuto a puntualizzare i responsabili sanitari romeni – sono ancora un centinaio le persone che restano in ospedale, alcune con ustioni molto gravi. Il bilancio sempre più tragico dell’incendio alimenta a sua volta la veemente protesta che ne è immediatamente seguita, disilludendo chi aveva sperato che si sarebbe rapidamente placata l’ira popolare scatenata dal rogo che ha distrutto la discoteca: nelle scorse ore, infatti, alcune migliaia di persone sono nuovamente scese in piazza a Bucarest in segno di protesta contro le autorità, accusate di corruzione e scarsa trasparenza.

A Bucarest non si placa l’ira popolare

La situazione desta particolare preoccupazione apprensione negli apparati di sicurezza romeni perché in qualche modo si riteneva che le dimissioni già rassegnate nei giorni scorsi dal premier Victor Ponta e dell’intero suo governo potessero servire a disinnescare la miccia di possibili tumulti. Ma così non è stato, sebbene Ponta si sia tempestivamente assunto la responsabilità della tragedia alla discoteca ammettendo che essa non disponeva di misure di sicurezza adeguate e a norma di legge. Alla gente però le dimissioni del premier e del suo esecutivo non bastano. I manifestanti da giorni chiedono infatti nuove elezioni subito.