Messina senz’acqua da settimane. Ma c’è una novità: il governo se n’è accorto

Dopo due settimane di crisi, con una città ridotta allo stremo, con i messinesi senza un filo d’acqua, il governo si è svegliato e ha dichiarato lo stato d’emergenza per Messina. Un atto dovuto, ma tardivo, che  è arrivato proprio nella giornata in cui l’emergenza si è aggravata:  si è rotto, infatti, il bypass che collega l’acquedotto dell’Alcantara, all’altezza di Forza D’Agrò, con quello di Fiumefreddo, che in questi giorni di urgenza riforniva con 300 litri al secondo la città di Messina. La società “Siciliacque” che gestisce l’acquedotto dell’Alcantara sta cercando di trovare una soluzione al problema, sembra che la saldatura non abbia retto. L’unico acquedotto che rifornisce in questo momento Messina, con una portata di 200 litri al secondo è quello della Santissima, ma il fabbisogno della città è di 970 litri al secondo.

Emergenza idrica a Messina, poteri straordinari alla Protezione civile

Il governo, ha annunciato il sottosegretario Claudio De Vincenti, ha dato «poteri straordinari alla Protezione Civile. Curcio arriverà a Messina con i suoi uomini per prendere in mano una situazione intollerabile». Inoltre, «accompagniamo lo stato d’emergenza con un primo stanziamento per i lavori necessari, e mettiamo a disposizione anche l’esercito e mezzi militari». In contemporanea in prefettura si è svolta una riunione per il coordinamento dell’emergenza e l’Azienda municipalizzata (Amam) che si occupa della fornitura idrica nella città dello stretto presenterà domenica prossima al prefetto il piano d’intervento per la realizzazione di un nuovo bypass, in aggiunta a quello che si è rotto. Il piano dovrebbe coinvolgere il genio militare dell’esercito. L’esercito si prepara comunque a intervenire nella zona dello smottamento, a Calatabiano.

Le critiche del centrodestra

Dura la parlamentare puglise di Forza Italia, Elvira Savino: «Dopo due settimane il governo si è finalmente accorto che gli abitanti di Messina non hanno l’acqua e ha dichiarato lo stato di emergenza. Ciò non vuole dire che a Messina tornerà subito l’acqua nelle case ma che da ora se ne inizierà a occupare la Protezione civile. Un bell’esempio di inefficienza da parte del governo e di indifferenza nei confronti dei problemi del Sud».