Messina: addio emergenza acqua, continua il problema Accorinti

La buona notizia è che a Messina l’emergenza idrica è alle spalle: la condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo è stata sistemata e si confida che per il pieno ritomo alla normalità sia questione di ore. La notizia meno buona è che invece l’emergenza chiamata Renato Accorintì non accenna a passare. Il sindaco fricchettone – additato non a torto dalla locale opinione pubblica come responsabile tra i massimi della debacle idrica – resta saldo al proprio posto, per la viva costernazione della popolazione amministrata. Si perfeziona così – si legge su “Libero” – il contrappasso ultimo dell’uomo politico con la carriera lanciata dalla campagna per il referendum sull’acqua pubblica e seriamente compromessa dall’improvvisa assenza di acqua, pubblica o privata che fosse. E si confeziona, con esso, il dramma di una città che lo aveva eletto più per disperazione (leggi un Partito democratico ben oltre i confini dell’impresentabilità ed un centrodestra semplicemente non pervenuto) che per altro e che, smaltita la sbornia radicalona del voto pour épater le bourgeois, si ritrova a dover fare i conti con il tragico errore commesso.

E dire che l’Accorinti il physique du rôle della pessima idea ce l’aveva tutto.

Classe 1954, intorno ai vent’anni si è trovato bene nel clima di contestazione permanente che andava per la maggiore tra gli extraparlamentari di sinistra. Talmente bene da decidere che da lì non si sarebbe smosso vita naturai durante. E, dando mostra se non altro di apprezzabile coerenza, è rimasto fedele all’impegno: i decenni passavano, il mondo cambiava, la storia macinava uomini e cose e lui era sempre lì, inchiodato a picchettare, a raccogliere firme, a sensibilizzare circa qualche irrinunciabile declinazione della Giusta Causa che sola ha importanza e di fronte a cui tutto passa in second’ordine.

Il sindaco più di sinistra d’Italia. povera Messina, Accorinti è un disastro

Istruttiva, a proprio modo, la sua pagina Wikipedia. Che più che a dare l’idea della biografia dell’uomo risulta essere un formidabile quanto sintetico compendio di tutte le incarnazioni dell’idea di ultrasinistra che si siano viste in que sto Paese negli ultimi quarant’anni: l’ambiente, l’antimafia, i diritti civili, il pacifismo, il Tibet, l’antiamericanismo, il ponte sullo Stretto, Berlusconi, l’anti-progresso, l’integrazione, l’antirazzismo, l’antimilitarismo e chi più ne ha più ne contesti. In mezzo a questo impressionante turnover dei mali del mondo, lui, l’Accorinti. Graniticamente convinto che l’unica cosa in grado di dare senso alla vita sia il posizionarsi più a sinistra di chiunque onde poterne denunciare l’odiosa deviazione dall’ortodossia e su questa indefessa attività di guardiano della Vera Sinistra lucrare visibilità e, in prospettiva consenso.