Meloni: “Salvini è il leader della Lega. FDI crescerà. Io a Roma? Vedremo”

Giorgia Meloni sostiene che Fratelli d’Italia è il partito che crescerà di più nel centrodestra. Cosa glielo fa pensare, chiede Il Tempo? «Il fatto che al suo interno ci sia una sensibilità molto plurale che può rappresentare un campo più ampio di elettori rispetto ad altre forze come la Lega. Penso a chi finora ci ha guardato con simpatia ma non ci ha votato pensando fossimo destinati a scomparire. Oggi che ci siamo affermati e abbiamo dimostrato di poter rappresentare una destra diffusa capace di essere però anche destra di governo, i margini di crescita sono enormi. E d’altronde il lavoro che stiamo facendo per allargare la base di Fratelli d’Italia è sotto gli occhi di tutti. Basta pensare al comitato Terra Nostra che renderà protagonisti al congresso rifondativo anche chi finora non era nel nostro partito e proviene da esperienze come An o Forza Italia».

Meloni: “Stiamo lavorando per per allargare la base di Fratelli d’Italia”

Torniamo a Bologna. Silvio Berlusconi ha ricevuto qualche fischio dalla piazza. Crede che l’ex premier sia una risorsa o un problema per il fronte anti-Renzi? «Berlusconi è sempre una risorsa. Chiaramente non può giocare nello stesso ruolo di venti o dieci anni fa. La sua esperienza è importante, ma non se mira a giocare da prima punta. Sarebbe come se il Maradona di oggi volesse militare di nuovo nel Napoli. Ma mi sembra che non sia questo il caso, sono ottimista».

“Berlusconi come Maradona: ma non giocherebbe nel Napoli di oggi”

Perché tanti in Forza Italia tanti temevano la piazza di Bologna? «Non mi permetto di giudicare le dinamiche di un altro partito. Però sono contenta che Beriusconi ci sia stato perché dare l’immagine di un fronte compatto è necessario. Poi ovviamente era una manifestazione organizzata da Salvini ed è normale che nella piazza ci fossero più leghisti. È il motivo per il quale io continuo a proporre una manifestazione insieme, magari a gennaio a Roma in un luogo simbolico come piazza San Giovanni, dove tutti possano sentirsi protagonisti e non ospiti». Sarà in quell’occasione che lancerà la sua candidatura a sindaco di Roma? «Daje co ‘sta candidatura… Ripeto: la verà sfida è mettersi attorno a un tavolo e parlare di che progetto abbiamo per questa città e per le altre al voto. Quando si sarà stabilito questo e lo si sarà fatto per tutte le amministrazioni da rinnovare, allora potremo decidere chi saranno i portabandiera. Altrimenti si rischia di ripetere l’errore fatto dalla sinistra con Marino: pensare che una persona con una faccia spendibile ma avulsa dal contesto possa governare bene è una follia».