Massacrate in casa: il Pd vuole rigore, ma guai a dire che i ladri sono romeni

Diventa un caso politico l’aggressione delle due donne massacrate di botte in casa loro nel corso di un tentativo di rapina a Renazzo di Cento, nel ferrarese. L’arresto di due giovani romeni, infatti, ha suscitato una serie di reazioni rivolte alla richiesta di rigore e a farsi sentire, stavolta, non è solo il centrodestra. Anche il Pd si accorge della mancanza di sicurezza, sebbene a raccogliere il disagio dei cittadini sia solo un esponente locale dell’Emilia Romagna, la cui stigmatizzazione tra l’altro è tutta all’insegna di un ipocrita politicamente corretto.

L’ira di Salvini: «In galera a casa loro, ma a calci in c…»

«Fermate due persone sospettate di aver derubato e massacrato due donne (gravissime in ospedale) ieri vicino a Ferrara. Si tratta di due giovani ROMENI!», ha scritto su Facebook il segretario della Lega Matteo Salvini, al quale va il copyright del maiuscolo. «Eccole le belle “risorse” che piacciono tanto a Renzi e alla Boldrini. Se colpevoli, in galera a casa loro, ma a calci in culo!», ha quindi tuonato il leader del Carroccio, mentre il capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna, Alan Fabbri, dopo essersi complimentato con i carabinieri per l’arresto lampo, avvenuto in 24 ore, ha commentato chiedendo «ora a quei banditi nessuno sconto: in galera a vita e via la chiave».

La solidarietà pelosa del Pd alle donne massacrate

E anche il Pd stavolta ha deciso di farsi sentire, anche se solo a livello locale. «Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e che, laddove venissero dichiarati colpevoli i due giovani arrestati oggi, intervenga con la massima durezza, senza sconti», ha detto il segretario dem in Emilia-Romagna, Paolo Calvano, esprimendo la solidarietà del partito alle vittime, ma guardandosi bene dal fare anche solo un accenno alla nazionalità degli aggressori e al fatto che la cronaca racconta sempre più spesso di crimini di questo tipo commessi da stranieri.