Martina al giudice: «Lanciare l’acido per me era liberatorio»

Lanciare l’acido «in quel momento della mia vita e nel caos emotivo che vivevo (…) mi aveva fatta sentire, mi aveva fatto provare un senso di liberazione». Lo ha spiegato Martina Levato, la studentessa condannata a 14 anni per un’aggressione, lo scorso 13 novembre davanti al gup Roberto Arnaldi, come emerge dalle trascrizioni depositate. La ragazza ha chiarito di aver «solo pensato a me stessa e a raggiungere quello che era il mio obiettivo», ossia «riscattarmi come donna» e come «madre».

Una teste: “Martina costretta a baciare un gatto da Alexander”

Sia Alexander Boettcher che Martina, già condannati a 14 anni per quelle lesioni gravissime, sono ora sotto processo con l’accusa di associazione per delinquere per altre aggressioni (la ragazza ha scelto il rito abbreviato, come il presunto complice, Andrea Magnani). Martina, nel corso dell’ interrogatorio nel processo abbreviato (a porte chiuse) ha ammesso soltanto due delle quattro aggressioni: quella a Pietro Barbini, per cui è stata già condannata, assieme a Boettcher e il tentato blitz ai danni di Giuliano Carparelli. E ha chiarito di aver voluto colpire con l’acido i ragazzi che le avevano fatto «del male», trattandola come un «oggetto sessuale», difendendo, tuttavia, col silenzio ad ogni domanda sul suo ruolo, il suo amante Boettcher, ossia colui che era «in lutto» per la sua vita «frivola», fatta di troppe relazioni. Per avere un quadro sui rapporti tra i due, una testimone ha raccontato che «Martina non amava i gatti e Alexander una sera, durante una festa, la costrinse a baciare un gatto per farle superare la sua paura, così diceva». È un dettaglio del rapporto tra i due che è stato descritto in aula da un’amica della studentessa bocconiana, testimone nel processo milanese a carico del broker. «In quella stessa festa – ha raccontato la testimone, Elena L. – Boettcher le proibì anche di mangiare una torta, perché, a suo dire, lei non poteva mangiare carboidrati». Il processo è stato aggiornato al prossimo 11 dicembre quando dovrebbero essere ascoltati gli ultimi testi citati dal pm Marcello Musso, tra cui alcuni funzionari di polizia giudiziaria e una ragazza, Emanuela Agostoni, che trascorse una vacanza in Grecia con Boettcher e Levato.