Maroni sicuro: “Dopo la svolta con il Sud, Salvini può fare il leader di tutti”

“Lo diceva già Berlinguer… c’è il partito di lotta e il partito di governo. Le due cose possono stare insieme? Io dico di sì e io ne sono la prova”. Bene, facciamo un giro di Lega e centrodestra. Roberto Maroni, lei andrà a Bologna, chiede “Il Foglio” al governatore lombardo? “Sì certo”. Interverrà? “Non lo so ancora”. Impossibile non tirarlo fuori dal taccuino, lui, Silvio. E ci sarà anche Berlusconi… “Certo alla fine ha sciolto la riserva… so quello che è successo, conosco tutti i retroscena…”. Sono pronto, Manifestare è arretrare? Maroni ci dice cosa può cambiare a destra dopo l’abbraccio Salvini-Cav. “Bologna è l’inizio di una svolta per vincere a Milano, a Roma, a Torino, a Napoli”.

“Matteo Renzi? Occhio alla dalemite”, dice Bobo Maroni.

Ma Berlusconi ci mette il cappello? “Dove?”. Sulla manifestazione? “No, ma è importante che ci sia, perché per la prima volta c’è una grande manifestazione che vede riunita la parte importante del centrodestra. Ne manca un pezzo, Ncd, che qui è m coalizione con me e invece a Roma governa con Renzi…”. Be’, ma Ncd è dove c’è una poltrona, pare. Provoco. Ride ancora “Si, c’è questa dissociazione politica che prima o poi andrà risolta, credo. Mi pare peggio che essere partito di lotta e di governo”. Sempre di governo, Ncd. E così eccoci a Bologna. Cosa succederà a Bologna? “Non lo so, ma mi pare davvero importante che Berlusconi abbia deciso di venire. Perché io gli voglio bene a Berlusconi, primo perché è presidente del Milan, e poi perché io riconosco che nella mia esperienza di governo, con lui, ho fatto tutto quello che volevo fare senza che lui mi abbia mai impedito o complicato di farlo. Quindi gli sono riconoscente”.

Maroni attribuisce alla presenza di Berlusconi un significato particolare.

Maroni fa una mano di poker del centrodestra. “Salvini sì, può farlo”. Dawero lo pensa? “Sì e le spiego perché: è libero da tutti gli schemi dei vent’anni precedenti, nel senso che raccoglie un’eredità prestigiosa, la Lega e il centrodestra, ma può dire “io non c’ero” e dunque adesso inventiamo qualcosa di nuovo. Si è visto quando ha fatto una cosa che per i leghisti è peggio che per un milanista diventare interista”. E quale sarebbe la cosa nuova? “Quando Salvini ha detto, va bene, la Lega si espande anche al sud. Dire a un leghista che ha sempre sentito parlare di Padania e indipendenza… sai ci sarebbe anche il sud… be’ lui è riuscito a farlo e non solo: in questo modo ha portato la Lega dal 4 al 14 per cento”.