Mafia Capitale, al via processo-show. Il legale di Carminati: «Ora dirà la sua»

Massimo Carminati parlerà. Lo ha spiegato il suo avvocato, Giosuè Naso, arrivando a Palazzo di Giustizia a Roma per l’apertura del maxiprocesso sulla cosiddetta Mafia Capitale in cui sono imputate 46 persone. «Massimo Carminati in questo processo parlerà, quando sarà il suo momento è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito perché vuole chiarire un sacco di cose e lo farà», ha chiarito Naso, sottolineando che «di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole “mafia” e “droga”».

L’avvocato: «Non accostate Carminati a mafia e droga»

«Con la mafia non c’entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate», ha detto ancora il legale di Carminati, aggiungendo che «qui ci sono fatti concreti e lui risponderà di quei fatti». Finora Carminati non ha mai parlato con i pm.

Buzzi chiederà ancora una volta il patteggiamento

Di Salvatore Buzzi, che invece ha già reso ampie e spesso controverse dichiarazioni agli inquirenti, il legale Alessandro Diddi ha fatto sapere che seguirà la prima udienza in video conferenza dal carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine, senza rilasciare dichiarazioni. «Chiederemo al Tar di annullare il divieto di assistere di persona alle udienze, Buzzi non è in un carcere di massima sicurezza e a queste condizioni questa non è una difesa», ha detto l’avvocato, chiarendo inoltre che «chiederemo il patteggiamento e stavolta sarà il giudice a decidere senza necessità del parere della procura. Se ci danno il patteggiamento facendo cadere l’accusa di associazione mafiosa – ha sostenuto l’avvocato – ce ne usciamo tranquillamente dal processo».

Al via il processo-show

Il processo già si presenta come iper-mediatico, esattamente come iper-mediatica è stata l’inchiesta. All’apertura della prima udienza lo slargo antistante il tribunale di piazzale Clodio era di fatto diventato un parcheggio per i pullmini della regia delle diverse testate giornalistiche e televisive arrivate a seguire i lavori dell’aula Vittorio Occorsio, per i quali è stato consentito l’accesso a stampa e pubblico. «Spero che sia un processo normale: tutta questa montatura mediatico-giudiziaria non fa bene al processo», ha commentato ancora Naso, per il quale «se un processo deve dare risposte a esigenze meta-giuridiche non va bene, i processi dovrebbero essere dei semplici tentativi di accertare verità singole».