L’ultimo “schiaffo” a Obama: i giudici bloccano la sanatoria per gli immigrati

Nuovo “schiaffo” politico per Barack Obama: mentre l’Europa è sotto assedio per l’invasione di centinaia di migliaia di migranti clandestini, l’America corre ai ripari. La Corte d’appello del quinto circuito di New Orleans si è infatti espressa contro il piano del presidente americano che prevede di tutelare cinque milioni di immigrati illegali dalla deportazione. Lo riporta la stampa americana. Con due voti a favore e uno contrario, la Corte ha stabilito che il programma non può iniziare, mentre sono in corso in 26 Stati azioni legali per bloccarlo. Il piano di Obama per offrire a cinque milioni di persone permessi di lavoro e protezione dalla deportazione è così bloccato. Secondo la Corte d’Appello l’azione legale avanzata da 26 Stati americani potrebbe avere successo se si andrà a processo e per questo la riforma Obama non può essere attuata. La decisione è l’ultimo schiaffo ai tentativi di Obama di aggirare la mancata azione del Congresso sull’immigrazione, usando i poteri a sua disposizione per rivedere l’immigrazione. L’amministrazione ha ora tempo a disposizione per appellarsi davanti alla Corte Suprema, augurandosi che i nove saggi respingano la decisioni della corte, consentendo a Obama di andare avanti.

Obama è alla caccia del voto dei latinos

Va considerato che negli Stati Uniti risiedono oggi circa 12 milioni di clandestini, e che in generale gli americani non vedono di buon occhio una sanatoria così massiccia. L’ultima di tali sanatorie fu effettuata dal preasidente Rondald Reagan, che nel 1986 legalizzò quasi tre miulioni di immigrati irregolari residenti negli Usa. Quello dell’immigrazione è uno dei temi caldi al centro della campagna elettorale per la Casa Bianca: vi sono infatti opinioni diametralmente opposte su quello che è un tema chiave per attirare i voti decisivi dell’elettorato ispanico. Da Hillary Clinton e Bernie Sanders che, sulla scia del presidente Obama, sono favorevoli a una riforma che legalizzi chi è già nel paese se ha i requisiti, a Donald Trump e Ben Carson che vogliono muri ai confini col Messico e il Canada. Più moderato Jeb Bush che riconosce la necessità di una riforma. Proprio Donald Trump, le cui opinioni anti-immigrazione sono note, pochi giorni fa ha detto che «contro l’immigrazione illegale i muri funzionano, chiedete agli israeliani». Così il candidato repubblicano ha risposto a una domanda alla conferenza stampa per la presentazione del suo libro sui muri contro gli immigrati costruiti in Europa.