L’Italicum non va, La Russa: “Deputati e senatori vanno eletti insieme”

È un Senato di “nominati” quello che è stato confezionato da Renzi che gli elettori italiani si troveranno di fronte. Il gioco è scoperto e il senatore Ignazio La Russa, relatore di minoranza alla Camera sulle riforme costituzionali, pone la questione presentando un emendamento depositato all’articolo 2 del ddl Boschi. L’Italicum così com’è non va.

L’Italicum e le “pezze” del Pd

«I senatori si devono eleggere assieme ai deputati», ribadisce La Russa a proposito dell’Italicum. Secondo l’attuale comma 5 dell’articolo 2, definito dall’accordo nel Pd a Palazzo Madama, i senatori sono eletti dai Consigli regionali in conformità con le scelte espresse dagli elettori. Per l’esponente di FdI, tuttavia, in tal modo «i senatori restano nominati, con elezione indiretta, dai Consigli regionali e non eletti dai cittadini. Al Senato – continua il parlamentare di Fratelli d’Italia che da sempre è in prima linea sulla questione – ci hanno messo una pezza che fa vedere il rattoppo ancora di più». Da qui è partita la proposta di modifica sottoscritta anche dal capogruppo di Fdi Fabio Rampelli, secondo la quale le elezioni dei nuovi senatori non avvengono più in occasione del rinnovo dei Consigli regionali ma in occasione delle elezioni politiche alla Camera dei deputati. «La portata dell’emendamento che li può mettere in difficoltà è che così veramente sono gli elettori a scegliere in maniera chiara chi sono i senatori eletti tra i consiglieri regionali», spiega La Russa, che poi osserva, amaro: «Non ho molte speranze ma il mio è un tentativo di mettere il dito nella piaga di una Costituzione scritta per rattoppare i problemi interni al Pd».