L’Italia resta maglia nera d’Europa per le liberalizzazioni del mercato

Qualcosa si muove, ma in sostanza l’Italia resta ancora al palo in Europa nel processo delle liberalizzazioni del mercato con una percentuale del 67%; anche nel 2015 al tredicesimo posto nella classifica Ue, stilata annualmente dall’Istituto Bruno Leoni. Un posto, che diventa l’ultimo se il paragone viene fatto nella Ue a 15. Una situazione di stallo che però, precisa l’Istituto, visti i tempi di raccolta dei dati, non tiene conto di interventi recenti come il Jobs act e degli effetti che potrà avere, quando approvato, il ddl concorrenza. Nel 2016, prevede l’Ibl, se ne dovrebbero vedere i primi frutti. Ecco perchè infatti nell’indice 2015 per quanto riguarda il mercato del lavoro l’Italia è ancora la terzultimo posto anche se recupera una posizione rispetto alla Spagna. Intanto in Italia si sono verificati miglioramenti in alcuni settori: nelle tlc, nei trasporti aerei e ferroviari e nelle assicurazioni mentre la situazione è addirittura peggiorata in altri. L’Italia occupa l’ultima posizione per il mercato dei carburanti, principalmente a causa dell’elevata incidenza delle componenti fiscali e dello stato di arretratezza della rete distributiva. L’Italia si colloca in coda alla classifica per quanto riguarda il mercato postale (ventiquattresima), anche se con un lieve miglioramento, e le televisioni (ventitreesima). Per le telecomunicazioni in particolare con un risultato del 96 per cento, l’Italia si colloca nella fascia superiore della graduatoria, anche se con i ritardi per la banda ultralarga. Resta invece insufficiente la situazione per i trasporti ferroviari, indice al 53%, settore nel quale la competizione nel segmento dell’alta velocità sta determinando chiari benefici per i consumatori, sia in termini di prezzi sia di qualità del servizio. Per quanto riguarda il servizio regionale, invece, la situazione appare assai meno dinamica.