L’Isis ai “foreign fighter” a Londra: «Non venite in Siria, colpite in patria»

L‘Isis sta invitando i suoi foreign fighter ad astenersi dal raggiungere la Siria e aspettare il segnale per colpire in patria. La notizia è stata riporta dal Daily Mail. Secondo le fonti del quotidiano, qualche giorno prima degli attacchi di Parigi a jihadisti presenti nel Regno Unito era stato comunicato di imminenti attacchi in Francia e Gran Bretagna. Gli ordini, inviati negli ultimi giorni tramite siti di messaggistica criptati, sono quasi impossibili da verificare. Ma fonti della sicurezza hanno confermato al Daily Mail che stanno vedendo un cambiamento di tattica nell’Isis. Nei messaggi, agli estremisti con sede nel Regno Unito si chiede quali armi e quante munizioni abbiano a disposizione; gli viene detto di rimanere in contatto con l’Isis online e attendere ulteriori istruzioni su dove e quando lanciare attacchi; vengono consigliati su come evitare di essere scoperti dai servizi di sicurezza e come reclutare altri giovani. Tra le raccomandazioni c’è anche quella di prendere di mira solo gli “infedeli” e non uccidere musulmani. Questo potrebbe essere un segno che la leadership dell’Isis sarebbe preoccupata per la sua immagine dopo il massacro di Parigi, in cui sono stati uccisi diversi islamici.

Isis, arrestati in Turchia tre jihadisti tra cui un belga

Le autorità  hanno arrestato tre sospetti militanti dell’Isis, tra cui un belga di 26 anni, di origine marocchina, che potrebbe essere implicato negli attacchi di Parigi. Secondo l’Anadolu due siriani e un belga – sono stati arrestati nei pressi di Antalya con l’accusa di “favoreggiamento” nei confronti dell’Isis. Il belga, arrestato nell’albergo dove alloggiava, sarebbe stato identificato come Ahmet Dahmani ed è sospettato di aver fatto un sopralluogo nelle zone di Parigi dove si sono verificati gli attacchi.

Tunisa, in manette El Fahs: voleva compiere un attentato nella capitale

Le forze speciali antiterrorismo tunisine hanno arrestato ad El Fahs (una sessantina di chilometri a sud ovest di Tunisi), Nessim El Hafsi, ricercato da mercoledì scorso poiché accusato di voler compiere un attentato nella centralissima Avenue Bourguiba della capitale Tunisi. La conferma viene dal portavoce del ministero dell’Interno Walid Louguini. El Hafsi, secondo i media locali appartenente al gruppo terroristico “I soldati del Califfato” – “Jond El Khilafa”, affiliato all’Isis, avrebbe inviato un sms alla sorella con scritto «Ci vedremo in paradiso» che aveva fatto scattare la massima allerta nella via principale di Tunisi. La Tunisia, nonostante i recenti successi nella lotta al terrorismo, ha alzato mercoledì scorso a due il livello di guardia nel Paese.