Libero il pensionato inglese: era in cella per aver fatto il vino in casa

È stata soprattutto la campagna di mobilitazione del tabloid Sun, della Bbc e di Sky news a riuscire a riportare a casa, in Gran Bretagna, dopo un anno di detenzione nella galere saudite, il pensionato inglese Karl Andree, denunciato e condannato a 350 frustate solo per aver prodotto in casa e trasportato qualche bottiglia di vino, infrangendo così la rigida legge islamica in vigore nel Paese.

L’odissea del pensionato inglese in Arabia Saudita

La notizia che aggiorna il caso dell’odissea patita dal pensionato inglese da oltre un anno a questa parte – e dopo aver trascorso 25 anni nel regno del Golfo –  è quella della sua liberazione: Andree è stato rilasciato ed è tornato in Gran Bretagna – si pensa per sempre, quanto meno a lungo – dopo aver finalmente lasciato l’Arabia Saudita, dove lo sventurato settantaquattrenne era stato arrestato nel 2015, e dove ha rischiato seriamente di dover subire un’atroce fustigazione che avrebbe potuto addiritturla procurargli la morte essendo l’uomo, peraltro, gravemente malato. E tutto, dopo essere stato condannato in base alla sharia islamica – e aver tracorso un anno di priogionia in una galera saudita – per aver prodotto un po’ di vino in casa. Fermato nell’agosto 2014 dalla polizia religiosa locale mentre viaggiava in automobile a Gedda, il pensionato inglese con l’hobby della viticoltura – esercitato nel Paese sbagliato – è stato trattenuto da allora.

Un caso politico tra Londra e Riad

Il suo caso era stato svelato appena il mese scorso dai media londinesi e rilanciato dai più recenti appelli di Bbc e Sky news, rivolti alle autorità britanniche, sollecitati a una mobilitazione istituzionale in favore di questo suddito della Regina abbandonato alla sua sorte nel Regno del Golfo, da sempre storico alleato di Gran Bretagna e Usa (cosa che, di certo, non ha agevolato la situazione, o almeno la sua risoluzione in tempi rapidi)… Una vicenda, insomma, quella del pensionato inglese, che ha fatto vacillare la storica alleanza politico-strategica tra Londra e Riad – e su cui hanno esercitato una non trascurabile leva i legami geopolitici, militari e soprattutto economici fra i due Paesi – culminata però con il rilascio odierno di Andree, concordato durante una visita compiuta nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, nel Paese. Un intervento, quello del governo britannico, sollecitato con veemenza ancora poche settimane fa dalla famiglia del pensionato, che attraverso l’appello del figlio Simon aveva fatto sapere: «Rischia di non sopravvivere: ha avuto il cancro e soffre di asma, ha bisogno di cure mediche». Appello andato a buon fine: e oggi, intervistato dal Sun al suo arrivo a Londra, il protagonista di questa incredibile disavventura si è detto «emozionato» per il ritorno in patria dove, ha commentato: «Dovrò rifarmi una vita».