L’Europa regala 3 miliardi alla Turchia per i profughi. A dicembre l’acconto

È un grande regale, un maxi-bonifico alla Turchia di Erdogan. Gli Stati membri della Ue dovranno contribuire per un ammontare totale di 2,5 miliardi di euro al nuovo meccanismo da tre miliardi per i profughi in Turchia deciso martedì  dalla commissione Ue. Dal bilancio di Bruxelles arriveranno 500 milioni di euro, il resto sarà sulle spalle dei partner europei (e dei cittadini).

Tre miliardi alla Turchia

«I Paesi dovranno pagare entro il 21 dicembre al più tardi», ha spiegato il portavoce della Commissione Ue Natasha Bertaud, «e per determinare le cifre si usa la formula al Reddito nazionale lordo. Il prossimo 21 dicembre, quindi, l’Europa attende i primi pagamenti dalle capitali e il piano delle rate che intendono versare nel tempo, spiegano fonti europee. Inoltre la decisione adottata dal collegio dei commissari stabilisce un quadro legale, che non necessita di ulteriori approvazioni da parte degli Stati membri. Le quote tuttavia non sono vincolanti per i Paesi. I 500 milioni con cui contribuisce la Commissione europea sono tratti dai budget 2016 e 2017.

Il ricatto di Erdogan

I tre miliardi di euro alla Turchia sembrano il pedaggio, chiesto da Ankara e da Bruxelles accettato, perché la Turchia si tenga in casa i profughi che scappano dalla Siria. Ai governi europei, Merkel, Hollande, Cameron e Renzi, come ai governi “meno accoglienti”, i polacchi, ungheresi, cechi, svedesi e finlandesi deve essere sembrato un prezzo giusto, visto che nessuna delle opposizioni nei paesi europei ha trovato nulla da obiettare. A tutti, governi e opposizioni, e in fondo anche alle pubbliche opinioni europee, pagare perché qualcun altro si tenga in casa i profughi appare il danno minore, Peccato che quello con la Turchia di Erdogan però non sia un buon affare. Quando lo stesso gioco di monetizzare il flusso di migranti lo faceva il tiranno Gheddafi lo si chiamava ricatto; se lo fa Erdogan si chiama collaborazione internazionale