“Il leader lo scelgono gli elettori. Con Italicum lista unica”: i paletti di Toti

«Forza Italia non abdica alla guida della coalizione di centrodestra. Silvio Berlusconi è e resterà per tutta la vita il leader del nostro partito, le altre forze politiche hanno propri vertici e la coalizione nel suo insieme deciderà quali strade intraprendere per il futuro», Giovanni Toti intervistato da “Il Giorno”, stoppa la leadership di Salvini.

Secondo Toti, a scegliere il leader di centrodestra ci penseranno i cittadini

«Il leader del centrodestra lo sceglieranno gli elettori quando si andrà a votare, e siccome penso si andrà nel 2018, dico che per come corre la politica italiana di questi tempi si vedrà. Ma sono convinto che il centrodestra abbia imboccato la strada giusta». Non è abbastanza moderato per voi? «Devo essere sincero, ultimamente nei toni di Salvini ho sentito accenti più moderati, il richiamo alla ruspa per costruire e non per distruggere ad esempio. Probabilmente da politico intelligente qual è ha capito che non basta cavalcare la giusta rabbia degli italiani ma occorre mettere giù un pro getto. Però per vincere servono le sensibilità di tutto il nuovo centrodestra, e con nuovo non intendo Alfano naturalmente, oramai appiattito totalmente sul Pd. Noi abbiamo una cultura di governo più spiccata, i Fratelli d’Italia hanno la tradizione della destra storica italiana, la Lega da sempre rappresenta il mondo della piccola produzione e delle eccellenze locati. L’equilibrio di queste tre componenti da la giusta ricetta».

“Con Italicum serve lista unica e spirito unico”, spiega Toti

Il partito unico? «Se Renzi cambia la legge io sono ben contento, ma se resta tale credo che il centrodestra si debba attrezzare per vincere con un unico schieramento e un’unica lista, che lo si voglia o meno. Questa è la strada e bisogna rimboccarsi le maniche. Io ricevo tutti i giorni strette di mano e incoraggiamenti dallla gente che si ritiene alternativa alla sinistra di governo e mi riconosce come governatore di centrodestra. I nostri elettori sono più avanti delle classi dirigenti dei s goli partiti, e non possiamo deluderli».