“Io leader? Nessuno ci credeva. E invece…”. La soddisfazione di Salvini

L’ufficio del capitano in via Bellerio è quello di sempre: libri, manifesti, l’immancabile ruspa, anche se adesso è il turno del trattore. «Voglio portarne uno oggi in Cordusio dagli allevatori» dice il combattivo Matteo Salvini. Come si sente a essere incoronato leader del centrodestra come è accaduto a Bologna domenica scorsa? «Ho due stati d’animo. Primo la soddisfazione. Non ci credeva nessuno, e invece il sondaggio dato l’altra sera da Bruno Vespa dice che la maggioranza degli elettori di centrodestra riconosce la leadership di Salvini. Secondo la grande responsabilità, ma siamo solo all’inizio», spiega a “il Giorno”. Alcuni in FI però storcono il naso sull’alleanza. «Per me siamo paritari, azionisti con la stessa dignità ma il progetto cardine è il nostro. Non pretendo nulla ma la gente vuole idee chiare, non il grigio ma il bianco o il nero. A Bologna abbiamo fatto tutti un passo avanti. A Forza Italia dico che non è possibile che qualcuno guardi al suo orticello o alla poltrona mentre Renzi e l’Europa ci derubano».

“Sulla leadership decideranno gli italiani”, insiste Salvini

Berlusconi l’ha finalmente accettata come leader? «Decideranno gli italiani. Le primarie mi piacciono ma non le esigo. Però agli alleati dico: siamo pari azionisti con la stessa dignità. La cosa che cambia rispetto al passato è che ora il progetto cardine è il nostro. La gente vuole idee chiare, il bianco o il nero, non il grigio». A Renzi cosa dice? «Chiederò un incontro con lui. Non si può lavorare a colpi di tweet sulle emergenze. Prima l’agricoltura, so che non è un tema molto mediatico ma l’uomo è ciò che mangia e io voglio capire se posso dare una mano a Bruxelles. Poi c’è la sicurezza, l’immigrazione, e i Comuni devono chiudere entro l’anno i bilanci. Il patto di stabilità congela nelle loro casse 20 miliardi… Voglio un incontro in tempi brevi».

Dicono che lei è troppo di destra… «Ma va… Ero capogruppo dei comunisti padani».

«In Italia c’è un problema sicurezza Negli ultimi anni sono stati votati cinque svuotacarceri. Ora per fortuna arriva in Commissione Giustizia alla Camera la richiesta di riforma della legge sulla legittima difesa. Non ho paura delle armi, la Svizzera è il Paese più armato d’Europa ma non si prendono a pistolettate in mezzo alla strada. Però è giusto che il cittadino possa difendersi».