L’ammucchiata della Lorenzin: PD e Forza Italia insieme per Marchini

Anche i sampietrini lo vanno sussurrando da giorni, tonificati dall’eco prodotto dai tassisti, formidabili strilloni 2.0: «Alfio Marchini er sindaco del grande inciucio». Mancava solo la voce ufficiale, l’imprimatur governativo, insomma il personaggio che ci mettesse la faccia. Alla fine l’indice di Palazzo Chigi ha indicato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, prendendo i classici due piccioni con una fava, dato che il nome della fedelissima di Angelino Alfano circolava da giorni come possibile candidato. Meglio, molto meglio tirarsi fuori per tempo dalla bagarre. E così l’esponente di Ncd, ospite del Comeré della Sera, ha interpretato il ruolo assegnatole con grande convinzione, dimostrando come Pd e Fi sono pronti a mandare in scena una poltrona per due.

Lorenzin dice “no” a una sua discesa in campo per il Campidoglio

«Io sindaco di Roma? Le possibilità che questa cosa si realizzi sono zero»: dice il ministro della Salute, «faccio la mamma di due gemelli e come titolare del dicastero devo portare avanti il lavoro avviato». Dunque fuori dai giochi lei, avanti tutta con Marchini. «Se non si spiaggerà sul centrodestra come candidato marchiato», sostiene la Lorenzin, «Pd e Forza Italia potrebbero appoggiarlo. Una strada percorribile, se si riesce però a fare un azzeramento delle classi politiche che hanno governato questa città. Anche per non rischiare una deriva grillina». Insomma, per fermare la premiata ditta Grillo&Casaleggio (ammesso che il Movimento 5 Stelle abbia davvero voglia di vincere), l’unica ricetta è la riedizione del Na2areno in salsa romana, con tanto di pepe e peperoncino.

Coro di “no” alla proposta della Lorenzin

L’idea della Lorenzin – riporta “Libero” – non piace affatto a Manuela Reperti, ex forzista oggi nel gruppo misto e compagna di Sandro Bondi, che giudica la proposta «un grave errore». Per Gian franco Rotondi, presidente di Rivoluzione cristiana, sarebbe addirittura un «remake del centrosinistra organico anni sessanta». Nel frattempo nell’area destra del centro continua a muoversi Giorga Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, che mira a ridare una casa comune agli orfani di An, lancia il movimento «Terra nostra». Il primo appuntamento è in programma a fine mese (domenica 29 novembre, ndr), «ma l’obiettivo è arrivare al congresso», dice l’ex ministro della Gioventù, «per passare a una fase due di Fratelli d’Italia». E l’idea piace anche ai quarantenni di An che si rifanno a Gianni Alemanno e Gianfranco Fini, pronti a «verificare se ci sono davvero le condizioni per unire la destra».