Kenya, tre arresti per l’omicidio della dottoressa italiana a Malindi

Tre persone sono state arrestate in Kenya per l’omicidio della dottoressa Rita Fossaceca e stanno collaborando. Lo ha reso noto il portavoce della polizia Charles Owino, aggiungendo che è stato identificato anche il mandante dell’aggressione e che «sarà catturato presto». Secondo la polizia la cattura dell’uomo, un kenyota di cui si conosce il nome e altri dettagli, è questione di ore. Lo riferisce il quotidiano locale Daily Nation. Intanto si apprende che Pierluigi Fossaceca, il fratello della dottoressa uccisa, è arrivato in Kenya e ora si sta ora adoperando, insieme alla Farnesina e alle autorità locali, per organizzare il rientro della salma in Italia: si è in attesa delle formalità legate al riconoscimento e alle indagini in corso. I funerali si terranno a Trivento (Campobasso), ma la data non è stata ancora fissata. Si attende anche che migliorino le condizioni dei feriti che sono stati picchiati dai malviventi: il padre della dottoressa, Giovanni, colpito alla testa e ad una spalla, la mamma Michelina e lo zio, don Luigi di Lella. Intanto rientreranno a Novara mercoledì le due infermiere rimaste lievemente ferite durante la rapina in Kenya che è costata la vita alla professoressa Fossaceca. Il corpo del medico, invece, tornerà in Italia più tardi, insieme ai genitori e allo zio rimasti feriti e ora ricoverati in ospedale in condizioni sufficientemente buone. «Per noi – commenta Alessandro Carriero, presidente della onlus For Life – è stata una mazzata. Rita era l’anima dell’associazione, quella che più di tutti dava tutto di sé e sapeva coinvolgere anche gli altri. Non per nulla con Monica Zanellato e Paola Lenghini, due infermiere del mio reparto, si era un team molto affiatato ed entusiasta. Siamo una piccola onlus – continua Carriero – ma riusciamo a operare in Kenya, Burkina Faso, Nigeria. Era stata proprio Rita a volere a tutti i costi la realizzazione di un orfanotrofio in Kenya e poi di una infermeria: progetti ambiziosi, difficili da costruire ma nessuno riusciva a dirle di no e infatti quei progetti si sono realizzati». «L’avevo sentita proprio poche ore fa – aggiunge – ed era felice per l’acquisto di una mucca. In serata, mi aveva detto, ci sarebbe stata una grande festa, con ospiti tutti i venti bambini dell’orfanotrofio. Poi è successo quello che è successo…. È stata una cosa terribile – conclude Carriero tra le lacrime – abbiamo perso un’amica, abbiamo perso tutto. Ma non per questo ci arrendiamo: là ci sono venti bambini che contano su di noi».

Nel tempo libero la dottoressa andava sempre in Kenya

Come si ricorderà, la dottoressa è morta mentre tentava di proteggere la madre dall’attacco di un uomo armato di machete. L’ultimo atto di una vita consacrata all’aiuto degli altri. Rita Fossaceca, 51 anni, è stata uccisa con un colpo di pistola a Mijomboni, un piccolo villaggio vicino a Malindi, in Kenya, dove si trovava per conto dell’associazione umanitaria internazionale For Life. Un gruppo di persone, sembra sei, a caccia di denaro ha fatto irruzione nella casa, all’ora di cena, e ha cominciato a picchiare i presenti. Rita ha ordinato agli aggressori di fermarsi e con il proprio corpo ha fatto scudo a Michelina, la mamma. È stato allora che uno dei componenti della banda ha premuto il grilletto. Il proiettile ha centrato il medico nel petto. Ferito alla testa e a una spalla il padre, Giovanni, e, in modo non grave, due infermiere dell’ospedale Maggiore di Novara, Monica Zanellato e Paola Lenghini. Insieme a loro c’era anche uno zio di Rita, un sacerdote, don Luigi di Lella. Erano anni che, nel tempo libero, volava in Kenya per prestare servizio come volontaria. Questa volta a Mijomboni, nell’ambulatorio di un orfanotrofio che ospita una ventina di bambini. E stavolta era riuscita, per la prima volta, a portare con sé la madre, facendole vincere la paura dell’aereo. Due settimane di lavoro – che sarebbero terminate proprio in queste ore – in condizioni non facili, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Papà Giovanni alle prese con piccoli e grandi interventi di manutenzione, mamma Michelina a fare la sarta. «Siamo tutti in Kenya – diceva l’ultimo post di Rita su Facebook – mamma papà e zio Luigi. Stiamo bene, fa tanto caldo, ma siamo felici. È come sempre una bella esperienza».