Il Pd vuole presentare un libro gender, no di Bitonci. I dem: «Sei un fascista»

Mamma, papà e gender” è il titolo del libro che Michela Marzano, deputata del Partito democratico, doveva presentare a Padova, nella sala Palladin di Palazzo Moroni, insieme ad alcuni interventi del deputato padovano Alessandro Zan (Pd) e del presidente di Arcigay Tralaltro Mattia Galdiolo. Il Comune di Padova ha però fatto sapere di aver negato l’autorizzazione alla concessione della sala.

Fallisce il tentativo del Pd di riparlare di teoria gender

Il Pd va su tutte le furie perché vede fallire l’ennesima iniziativa per imporre la teoria gender. L’iniziativa, secondo il sindaco Bitonci, si pone «in antitesi rispetto all’indirizzo programmatico dell’amministrazione comunale su tale tematica». Infatti il consiglio comunale di Padova, con la mozione sulla famiglia naturale approvata il 5 ottobre scorso, «ha impegnato sindaco e giunta a vigilare affinché non venga introdotta e promossa la “teoria del gender” e che venga al contempo rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità».

«Quest’ennesimo divieto di Bitonci – ha detto Zan – puzza di fascismo: un sindaco non può permettersi di impedire ai padovani di usufruire spazi che sono di tutti, e non appartengono né a lui né del suo partito omofobo, retrogrado e razzista, che gli piaccia o no». Zan a Padova ha organizzato il Gay Pride nel 2002 ed è stato assessore all’ambiente, al lavoro e alla cooperazione internazionale dal 2009 al 2013. «Ciò che sta avvenendo da mesi in città – afferma il parlamentare – assomiglia sempre più a una dittatura liberticida, un clima politico e morale coscientemente creato con la propaganda che nega la libertà di espressione ai cittadini e soffoca la democrazia».