I dinosauri Pixar primi al box office: una favola bucolica per tutte le età

Il viaggio di Arlo, ultima fatica targata Disney-Pixar, riesce a conquistare la vetta della classifica al botteghino italiano del weekend, con 2 milioni di euro e una media discreta di 3.400 (su 570 sale): non abbastanza da garantire la tenuta alle prossime bordate natalizie, ma è un buon risultato che inaugura la corsa natalizia al traguardo della pellicola più gettonata per le festività.

Il film, com’è ormai tradizione della Disney, si rivolge ai bambini senza rinunciare ai loro genitori in un contesto nel quale – fra dinosauri e umani, scenari spettacolari e tecniche d’animazione accuratissime – il richiamo al “rispetto della natura” torna a incrociarsi con i più tradizionali valori della famiglia e dell’amicizia. La trama si dipana a partire da una domanda suggestiva: cosa sarebbe accaduto se l’asteroide a cui è ricondotta la fine dell’era dei dinosauri sulla Terra avesse mancato il pianeta? Arlo, il protagonista, è il ‘cucciolo’ di una famiglia di dinosauri evoluti che – milioni di anni dopo quell’appuntamento schivato con il destino – conduce bucolicamente una fattoria. E’ curioso, e’ determinato, ma fin dalla nascita è dominato dalla “paura del mondo”. Finché una disavventura lo separa dalla protezione della famiglia, lasciandolo solo di fronte alla bellezza, ma anche all’imprevedibilità della natura. Di qui l’incontro con Spot, un bambino abbandonato anche lui, figlio di una specie umana lasciata più indietro nel cammino dell’evoluzione, epperò tenace, coraggioso, guidato da un irriducibile istinto animale di sopravvivenza. Ne nascerà un’amicizia condita da molte avventure attraverso le quali Arlo imparerà l’audacia e Spot la sensibilità del cuore.

Ma percé puntare ancora sui dinosauri? Il motivo lo ha spiegato il regista Peter Sohn: si tratta di creature amate da piccoli e adulti perché rimandano da una dimensione mitologica e ad un senso di mistero che attrae gli spettatori.