Giubileo, il Papa controcorrente: «La Chiesa non può avere porte blindate»

«Per favore niente porte blindate nella Chiesa, niente, tutto aperto». Lo ha chiesto il Papa nella udienza generale in piazza San Pietro, facendo un’ampia riflessione sull’apertura della porta santa in vista del Giubileo. «La Chiesa – ha detto in un altro passaggio – è la portinaia della casa del Signore, la portinaia, non è la padrona della casa del Signore».  «Vorrei spendere una parola di gratitudine – ha aggiunto il Papa nella udienza generale – per tutti i custodi delle porte, nei condomini, nelle istituzioni civiche, nelle chiese, spesso – ha commentato – l’accortezza e la gentilezza della portineria sono capaci di offrire una immagine di accoglienza già dall’ingresso, c’è da imparare da questi uomini e donne custodi dei luoghi dell’ incontro e della accoglienza della città dell’uomo, a tutti voi custodi di tante porte, di abitazione e di chiese, – ha detto papa Francesco – grazie tante, ma sempre con un sorriso, ma sempre mostrando l’accoglienza di quella casa di quella chiesa, così la gente si sente felice e accolta».

Non solo Giubileo, dal Papa elogio di portinai e custodi

«La porta – ha osservato il Pontefice in un passaggio precedente – dice molte cose della casa ed anche della chiesa, la gestione della porta richiede attento discernimento e grande fiducia. Sappiamo che noi stessi siamo i custodi e i servi della porta di Dio, ma chi è la porta di Dio? Gesù, chi sa dirlo, – ha chiesto dialogando con la piazza – forte, Gesù, egli ci illumina su tutte le porte della vita, comprese quelle della nostra nascita e della nostra morte. Gesù – ha aggiunto – è la porta che ci fa entrare e uscire perché l’ovile di Dio è un riparo non è una prigione e la porta si chiama? Gesù, un’altra volta, come si chiama? – ha chiesto alla piazza – e se la porta è chiusa, diciamo Signore apri la porta».