Genova: filma con il cellulare le colleghe nude, scoperto si uccide

Denunciato dai carabinieri perché sorpreso a filmare con un telefonino le colleghe di lavoro che si spogliavano, si è tolto la vita lanciandosi da un ponte sul torrente Veilino e precipitando per una ventina di metri.
L’episodio, raccontato dal quotidiano ligure Secolo XIX, è avvenuto ieri mattina sulle alture di Staglieno in Valbisagno.
L’uomo, un genovese di 46 anni già fragile dal punto di vista psichico tanto che era seguito dai servizi di igiene mentale, addetto alle pulizie in una cooperativa del levante genovese, era finito nei guai lunedì scorso per aver nascosto in un armadietto uno smartphone in modalità video all’interno dello spogliatoio femminile di un’unità territoriale di Amiu, l’azienda multiservizi di igiene urbana, in via Orsini ad Albaro.
I militari intervenuti dopo una telefonata che denunciava il ritrovamento dello smartphone in modalità video avevano trovato nel telefono filmati delle dipendenti nude o in biancheria intima denunciando l’uomo per «interferenza illecita nella vita privata delle persone». Sule prime l’uomo aveva negato sostenendo di aver perso il cellulare e, poi, che gli era stato rubato. Ma di fronte alle contestazioni l’uomo era crollato ammettendo di essere stato lui a nascondere quel cellulare che riprendeva le colleghe mentre si spogliavano per cambiarsi.
Ieri la drammatica svolta: l’impiegato si è recato sulle alture di Staglieno, ha raggiunto il ponte sul Veilino, affluente del Bisagno, e si è gettato di sotto rimanendo ucciso dopo un volo di una ventina di metri.
I passanti hanno dato l’allarme vedendo quel corpo senza vita riverso a faccia in giù tra le rocce del greto del torrente Veilino poco distante dal parapetto da cui si era probabilmente gettato. Sul posto sono intervenute squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Genova Est per recuperare il corpo e i carabinieri che, alla fine, hanno dato un nome allo sconosciuto e ricollegando l’episodio alla denuncia di qualche giorno prima contro l’impiegato. Nello stesso punto, infatti, la sera prima era stato trovato un borsello abbandonato contenente i documenti dell’uomo, che risultava ancora solo scomparso. Fino alla tragica scoperta.