L’ennesimo femminicidio rovina la giornata contro la violenza alle donne

25 Nov 2015 19:13 - di Antonio Marras

È stato compiuto in una villetta nella zona della stazione ferroviaria di Perugia, nel giorno in cui si celebra la Giornata contro la violenza sulle donne, l’ennesimo femminicidio che conquista le cronache nere italiane. Alla base del gesto – un colpo di fucile a bruciapelo del marito alla moglie – pare ci fosse la gelosia. La coppia ha un figlio di sei anni che sembra fosse in casa. È stato poi lo stesso marito della vittima a chiamare i carabinieri e a consegnarsi. Si tratta di un agente immobiliare, di 43 anni, che ha ucciso la moglie di 40 anni, originaria del brindisino, con un colpo di fucile nella loro casa di Perugia. Subito dopo l’uomo si è consegnato ai carabinieri. La coppia era sposata da una ventina d’anni e secondo i primi accertamenti non avrebbe avuto particolari dissidi. Il figlio di 6 anni della coppia non avrebbe assistito al delitto pur essendo in casa.

Il sipario è dunque calato nel modo più tragico sulla sedicesima Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, celebrata con numerose iniziative e accompagnata, come spesso è accaduto negli anni, da una “coda” di denunce e polemiche. Ad aprire la giornata – istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 per commemorare la data in cui vennero uccise le tre sorelle Mirabal, assassinate nel 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro il dittatore Trujillo – è stato, a sorpresa, papa Francesco, che prima di partire per il suo viaggio in Africa ha ricevuto a Santa Marta undici donne, vittime della violenza domestica e della tratta, di nazionalità italiana, nigeriana, rumena e ucraina. In giornata si è fatta sentire subito anche la voce del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Contrastare la violenza sulle donne è un compito essenziale di ogni società che si proponga la piena tutela dei diritti fondamentali della persona» ha detto il capo dello Stato, auspicando un’azione di “educazione dei giovani al rifiuto della violenza nei rapporti affettivi”.

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