Fannulloni in ufficio: la vigilessa furbetta “graziata” dall’assessore del Pd

L’ovvietà del ministro Marianna Madia, che annuncia di voler cacciare i fannulloni della pubblica amministrazione, si scontra con il cuore tenero degli amministratori del Pd. Come dimostra il caso di una vigilessa furbetta: timbrava il badge e poi andava a casa, ma se l’è cavata con una semplice multa di 500 euro. A “graziarla” l’assessore del Pd.  I particolari della vicenda, che si è verificata a Monza,  sono stati raccontati da La Stampa. La vigilessa doveva controllare al viabilità  delle strade e invece timbrava il cartellino e poi presa l’auto di servizio se ne tornava a casa sua. Un comportamento che aveva fatto imbufalire i colleghi. La furbetta era stata denunciata, ma per lei non è scattato mai il licenziamento. Ha pagato solo una multa pecuniaria ed è tornata al lavoro in ufficio (non più in strada e senza auto di servizio). L’assessore al Personale Rosario Montalbano, tessera Pd come il ministro Madia ha ammesso: «In effetti in un caso come questo, se fosse già operativa la proposta del ministro Marianna Madia, avremmo dovuto licenziarla».

Fannulloni in ufficio: per licenziare c’è la legge Brunetta

In realtà, la legge che può mandare a casa i fannulloni e assenteisti della pubblica amministrazione c’è già e porta la firma di Renato Brunetta. «Le leggi per licenziare i fannulloni – ha osservato l’ex ministro – ci sono già, le ho fatte io, le ha fatte il governo Berlusconi. Basta applicarle. Quello che la sinistra non ha mai voluto fare. Adesso la ministra Madia sembra scoprire il problema dell’assenteismo, il problema dei fannulloni, appunto. Ma è sempre stata la sinistra a coprirli, questa è la verità. Che la Madia non faccia Alice nel Paese delle Meraviglie». L’assessore, dal canto suo come riporta La Stampa, si è giustificato: «Avevamo valutato  che ci volesse una sanzione disciplinare, ma bastasse una pena pecuniaria commisurata al danno subito dal Comune. L’obiettivo non è tanto rivalersi sui dipendenti in misura superiore all’effettivo danno rilevato e subito dall’amministrazione quanto appurare le responsabilità di presunti illeciti».