Erri De Luca, la sinistra spocchiosa e l’incoerenza dei cattivi maestri

Poche parole per ringraziare Erri De Luca. La sua esistenza mi continua a ricordare del perché, fin da piccolo, ho odiato la spocchiosa altezzosità della sinistra massimalista. Quella fatta dai contestatori con la pistola del ’68, il cui impulso anarchico finiva fuori dalla porte delle ricche ville di famiglia. Quella degli intellettuali che promuovevano la lotta di classe, ma che non aspettavano altri che sedersi a cena col potente di turno per ottenere un lauto incarico e al diavolo la difesa del proletariato. Quella dei politici che predicavano la questione morale e poi andavano a prendere le tangenti fino in Russia.

Erri De Luca e le sue contraddizioni

Erri De Luca è la degna prosecuzione di quella scuola di pensiero, ancora lontana dall’essere rottamata, che tutto dice e tutto smentisce sulla base della propria convenienza personale. Si tratta della coerente incoerenza dei cattivi maestri, cui lo scrittore napoletano è tra i principali esponenti contemporanei. Al momento dell’assoluzione dal processo per istigazione a delinquere, subìto per i continui inviti a sabotare in ogni modo la Tav in Val di Susa, Erri De Luca dichiarò: «È stata impedita un’ingiustizia. È stata ripristinata la legalità dell’articolo 21». Adesso, invece, a distanza di due settimane, così commenta – e giustifica – la querela del Comune di Napoli nei confronti di Massimo Giletti che aveva definito “indecoroso” lo stato della città: «Potrebbe servire per cercare di moderare i termini di quelli che si allargano troppo nei nostri confronti, la città di Napoli meriterebbe un po’ più di rispetto».

No, non avete letto male. Si tratta dello stesso individuo. Prima si è fatto elevare a martire della libertà di pensiero negata. Poi, una volta assolto, si è trasformato in carnefice della libertà di pensiero altrui. Eppure, tra «la Tav va sabotata in ogni modo» pronunciato da Erri De Luca e «Napoli è in uno stato indecoroso», pronunciato da Giletti, a me sembra violento il primo concetto, non il secondo che, piuttosto, è una mera presa d’atto. È il solito doppiopesismo morale e intellettuale della sinistra massimalista di cui sopra. Singolarmente, Erri De Luca ha giustificato la querela contro Giletti poco prima di riconfermare la propria fiducia elettorale a De Magistris, altro campione di incoerenza. Come dire, Dio li fa e poi li accoppia…