Ergastolano in fuga, infruttuose le ricerche: il fuggiasco non si trova

Ergastolano in fuga, ancora. Le ricerche, proseguite anche nella notte, e tuttora in corso, hanno fin qui dato esito negativo: non si trova ancora Fabio Perrone, il pluripregiudicato salentino di 42 anni, evaso venerdì mattina dopo aver ferito in maniera lieve tre persone con la pistola sottratta ad uno degli agenti di polizia penitenziaria che lo aveva condotto all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove doveva essere sottoposto ad una colonscopia. Lo stanno cercando in centinaia, tra poliziotti e carabinieri, che stanno setacciando litorali, campagna, casolari, soprattutto a nord della cittadina pugliese.

Ergastolano in fuga, ricerche infruttuose

Il fuggiasco è ricercato ora per tentativo di omicidio, evasione, spari in luogo pubblico, rapina e porto abusivo di arma da fuoco. L’uomo è riuscito a fuggire a bordo di un’auto che ha rubato nel parcheggio dell’ospedale, dopo aver puntato la pistola alla tempia del conducente. Alle ricerche dell’ergastolano in fuga partecipano anche agenti penitenziari liberi dal servizio: aggiungendo in questo modo alle motivazioni criminali del caso, anche questioni di divisa. Col passare delle ore, comunque, gli inquirenti tendono a scartare l’ipotesi della premeditazione. Sebbene la visita specialistica fosse da tempo fissata, all’ergastolano era stato comunicato solo la sera prima del controllo medico previsto. Da fonti investigative, inoltre, si è saputo che Fabio Perrone era stato condotto al Vito Fazzi insieme con un altro detenuto, a bordo di un unico furgone cellulare, che prevedeva 4 agenti in servizio: 2 per ogni detenuto. Un accorpamento dettato dalla necessità, o meglio, dalla carenza di organico, molto probabilmente un problema già da tempo denunciato dai sindacati degli agenti di polizia penitenziaria.

Sappe, gli agenti penitenziari non sono tutelati

«Dopo il gravissimo fatto avvenuto nella mattinata di venerdì, esplode la protesta e la rabbia dei poliziotti penitenziari che non si sentono per niente tutelati, lasciati in balia degli accadimenti tra l’indifferenza dell’amministrazione penitenziaria a tutti i livelli»: è quanto affermato in queste ore di caccia all’ergastolano in fuga dal segretario nazionale Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Federico Pilagatti, facendo riferimento all’evasione del detenuto salentino Fabio Perrone che, condotto in ospedale per essere sottoposto ad un esame medico, si è impossessato dell’arma di un agente di polizia penitenziaria riuscendo a fuggire dopo aver sparato e colpito tre persone, rimaste ferite in maniera lieve. Il Sappe ha indetto per il 19 novembre una giornata di lutto e protesta, facendo apporre a tutti i poliziotti della regione un piccolo bottone nero sulla divisa. E sempre in data 19 novembre il Sappe ha chiesto ed ottenuto un incontro con il vice presidente della Regione Puglia. «Quella stessa amministrazione che ora, dopo aver creato i presupposti perché accadano tali fatti, pretende anche – aggiunge Pilagatti – di verificare e giudicarli ed emettere sentenze. Proprio per questo, in assenza di garanzie certe, i poliziotti penitenziari dei nuclei di Lecce e della regione Puglia applicheranno la legge alla lettera con il risultato di bloccare le traduzioni e, quindi, sia i processi, che i ricoveri in ospedale».