Ecco gli obiettivi dell’Isis: San Pietro, la Scala, il Duomo, hotel, teatri e chiese

Dopo gli attentati di Parigi  scatta l’allarme rosso anche in Italia: l’Fbi ha inviato alle autorità di sicurezza una segnalazione in cui vengono indicati la basilica di San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala di Milano come possibili obiettivi di un attentato. Ma non solo: nella segnalazione arrivata dagli Stati Uniti vengono indicati i nominativi di cinque soggetti “arabi” che potrebbero essere presenti nel nostro Paese, personaggi sospetti da ricercare. Subito dopo anche l’ambasciata Usa a Roma sul suo sito ha informato ufficialmente i cittadini americani, che si trovano in Italia, del possibile pericolo. Oltre a San Pietro a Roma, Scala e Duomo di Milano sono segnalati  come possibili obiettivi «anche luoghi generici come chiese, sinagoghe, ristoranti, teatri e hotel di entrambe le città». A rischio anche i luoghi di culti e aggregzione di Torino e Napoli.  «Gruppi terroristici potrebbero eventualmente utilizzare metodi usati nei recenti attacchi a Parigi. Le autorità italiane sono consapevoli di queste minacce», è quanto viene aggiunto nel messaggio di sicurezza diramato dall’ambasciata statunitense. «Nè enfasi nè sottovalutazione», è il commento di fonti del governo italiano, che sottolineano come «segnalazioni sulla sicurezza in Italia da Paesi amici e alleati siano costanti. Sono oggetto di attenta valutazione dalle forze di sicurezza italiane senza enfatizzazioni ma anche senza sottovalutazioni, come sempre avviene su base quotidiana per le informative che vengono regolarmente vagliate e verificate».

Massima allerta sul fronte Isis

L’informativa del Federal Bureau of Investigation, che a sua volta ha raccolto dalla Dea, l’Agenzia federale antidroga, le notizie passate agli italiani, ha fatto scattare immediatamente la massima allerta. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, intervenendo ad Agorà, ha puntualizzato che «le forze di sicurezza italiane stanno lavorando per identificare i cinque nominativi di persone sospette forniti dall’Fbi». Le verifiche sulle informazioni ricevute sono in corso e proseguiranno nei prossimi giorni: i primi riscontri avrebbero infatti dato esito negativo e, dunque, bisognerà ulteriormente allargare i controlli, incrociando le informazioni ricevute con quelle in possesso dei nostri 007. La prima conseguenza dell’allarme proveniente dagli Stati Uniti è stata la circolare che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato ai questori di Milano e Roma. Nel documento si chiede di rafforzare ulteriormente – per quanto possibile visto che l’allerta è già a livello 2, vale a dire l’ultimo primo del livello che scatta solo in caso di attacco terroristico – la vigilanza e il controllo nelle due città, con particolare attenzione ai luoghi di culto e di aggregazione. Sono stati inoltre disposti una serie di posti di blocco per aumentare i controlli a persone o veicoli sospetti. Ma la tensione è alle stelle. Lo dimostra quel che è avvenuto mercoledì sera a Roma: è bastata una borsa sospetta lasciata incustodita ad una fermata dell’autobus a due passi dall’ambasciata americana in via Veneto ed immediatamente è scattato il piano sicurezza. L’intera area tra piazza Barberini e via Bissolati è stata chiusa al traffico mentre gli artificieri analizzavano la borsa, senza trovare nulla. E chiusure sono state disposte in via precauzionale anche in altre strade della città, vicine agli obiettivi sensibili.