Una “donna bella e decisa” tiene in scacco Renzi: l’identikit dice Boschi

Ormai è diventato un gioco di società nel Transatlantico. Chi sarà la donna “bella e decisa” che “rende subalterno” il premier Renzi? La nota del senatore Pd, Corradino Mineo ha scatenato una ridda di ipotesi. L’identikit a chi corrisponde? Bisogna andare a rileggere i retroscenisti e le vecchie cronache parlamentari per trovare l’identikit corrispondente: la più quotata è la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi. Per essere bella, le immagini sono lì a confermarlo. Su fatto che sia decisa, sono gli stessi cronisti parlamentari ad affermarlo. La Boschi «si è proiettata sulla scena come la più efficace icona del renzismo reale e applicato». Questa la definizione di Filippo Ceccarelli su Repubblica. Mentre Fabio Martini l’ha definita in passato come una “fatina con la clava”. Una formula che assomiglia parecchio ai termini “bella e decisa” usati da Mineo. In attesa degli approfondimenti dei settimanali specializzati, basterà ricordare che il gossip su Boschi e Renzi ha tenuto banco fin dai tempi dell’insediamento a Palazzo Chigi. Ed è stato alimentato incessantemente anche da alcuni episodi. Come quello del maggio scorso, quando la consorte del presidente del Consiglio e la ministra per le Riforme, alla riunione della Leopolda fecero di tutto per ignorarsi ed evitarsi. Le due non hanno incrociato nemmeno gli sguardi nonostante si siano quasi sfiorate. Tanto che il settimanale Chi ha titolato ironicamente: “Ignoriamoci così, senza rancor”. Mattia Feltri, su La Stampa non si nasconde dietro a un dito: «Assieme ai quattro gatti che non avessero capito, supponiamo che la “donna bella e decisa” sia la Boschi».

Mineo non smentisce sulla “donna” di Renzi

Dal canto suo Mineo, che aveva già detto qualcosa del genere un anno fa, compie un mezzo passo indietro. Scrive «Mi scuso se qualcuno ha visto allusioni sessiste, ma io non volevo fare alcun riferimento sessuale. Sono gli altri ad essere “fissati”. I giornali hanno usato le mie parole per portare in prima pagina quello che girava come pettegolezzo. Ma io non volevo. Renzi è subalterno a Boschi. Ma politicamente, non c’è nulla di sessuale». Restano pesanti come pietre le parole scritte qualche ora prima: «Renzi non si fa scrupoli, rivela conversazioni private – aveva scritto Mineo – infanga per paura di essere infangato. E sa che io so. So quanto si senta insicuro quando non si muove sul terreno che meglio conosce, quello della politica contingente. So quanto possa sentirsi subalterno a una donna bella e decisa. Fino al punto di rimettere in questione il suo stesso ruolo al governo. Io so, ma non rivelo i dettagli di conversazioni private. Non mi chiamo Renzi, non frequento Verdini, non sono nato a Rignano».