Dalla stalla alla tavola il prezzo del latte aumenta quattro volte

Non solo Lodi, ma anche Roma, Milano, Torino, Mestre, Bologna: la protesta del latte si è allargata in numerose città italiane. Una “guerra”  portata avanti dalla Coldiretti per chiedere all’industria del settore di riconoscere il giusto prezzo ai produttori italiani di latte. Proprio per questo motivo da giorni gli allevatori lombardi presidiano la sede del gruppo Lactalis di Ospedaletto Lodigiano (Lodi), la consociata italiana  della multinazionale francese. Una protesta che si è diffisa in tutta Italia. «Dalla stalla alla tavola, il prezzo aumenta quattro volte. Salviamo i nostri allevamenti». Dietro questo striscione, giallo come il colore della Coldiretti, hanno manifestato tanti allevatori di Roma e Lazio, con tanto di mucche davanti al Centro Commerciale Euroma 2. «Giusto prezzo per allevatori e consumatori. Stop alle speculazioni», c’è scritto ancora in un altro striscione. «Le importazioni spacciate come Made in Italy e il taglio dei compensi per gli allevatori hanno causato nel 2015 la chiusura di oltre mile stalle» in Italia, hanno denunciato gli allevatori laziali. Il presidente della Coldiretti Roma e Lazio, David Granieri ha spiegato: «Questa è una manifestazione nazionale, iniziata quattro giorni fa a Lodi che sta continuando a Roma e in altre piazze italiane, davanti a centri commerciali simbolo del consumo. Chiediamo  nostri alleati storici, i consumatori, di allearci in questa battaglia». Proteste anche a Parabiago (Milano) dove un centinaio di allevatori hanno ricreato una stalla, con un trattore e due mucche, nel parcheggio del supermercato Carrefour, per sensibilizzare i clienti sul tema della crisi del latte e per fornire loro informazioni su come riconoscere dalle etichette la differenza tra veri e falsi prodotti lattiero-caseari made in Italy.

La Lactalis Italia sospende il ritiro del latte dalle stalle

La Lactalis Italia, dal canto suo, ha diffuso una nota con la quale ha annunciato che «a causa del protrarsi del blocco del magazzino di distribuzione di Ospitaletto Lodigiano, il gruppo è stato costretto a sospendere il ritiro del latte dalle stalle. Il blocco totale della distribuzione di prodotti comporta la radicale riduzione delle lavorazioni e di conseguenza l’impossibilità di proseguire nell’approvvigionamento della materia prima dai propri conferenti latte». Una scelta criticata dall’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero: «È un atteggiamento non degno di una grande azienda che vuole investire nel nostro Paese, ci sono regole non scritte che impongono un po’ più di coraggio nel confronto con l’altra parte. C’è il problema che il prezzo del latte non copre il costo di produzione, gli allevatori sono alla disperazione. Ci vorrebbe più attenzione e chiediamo che l’azienda ci ripensi, che torni indietro da questa posizione».