Contro il terrorismo i centri sociali cancellano le scritte “Viva il duce”

Centri sociali e dintorni. Se non fossero violenti, incappucciati e nostalgici degli anni di piombo, farebbero quasi tenerezza. Si può essere così cerebrolesi da combattere le mattanze del Califfato islamico a suon di scritte? Cancellando quelle poco gradite per rimpiazzarle con qualche murales prodotto in casa? Si può.

I centri sociali contro il duce

A Bologna durante i cortei studenteschi contro il terrorismo (il razzismo e la xenofobia, va da sé) alcuni studenti, affiliati ai democratici centri sociali del capoluogo emiliano, si sono sfilati dal serpentone in marcia per cancellare le pericolosissime scritte fasciste su qualche muro della città. In molti hanno coperto con vernice spray e grandissima soddisfazione le scritte “W il Duce” per sostituirle con la civilissima e rassicurante “antifa”. Togliere di mezzo il nome di Mussolini, sbianchettarlo (magari tra gli applausi degli eroici studenti) che soddisfazione, che grande catarsi. Ora sì che la vittoria contro il terrorismo dei tagliagole è a portata di mano.

Bengala e fumogeni

Immancabile il rito della “piazza che brucia” a suon di bengala e fumogeni davanti alla Basilica di San Petronio, patrono di Bologna. Dopo aver attraversato via Barberia per raggiungere piazza Galvani i militanti dei centri sociali si sono fermati davanti al Sacrario dei Caduti in piazza Nettuno per ricordare gli attentati a Parigi.  Qui sono volati insulti contro la presenza, nella stessa piazza, della manifestazione del centrodestra promossa dalla Lega due domeniche fa. Un fantasma pericolosissimo, un sacrilegio da lavare con la bava alla bocca. Un’altra manifestazione (a vocazione scarsamente studentesca) è partita da piazza San Francesco per la regia delle sigle più variegate della rete no global (Link, Studenti Medi autorganizzati e Lubo) con alla testa uno striscione e la scritta “Vogliamo tutto per tutti, privilegi per nessuno”.