Complotto contro Berlusconi: «Ci sono le prove, chi fu complice deve chiarire»

Ancora sul quel complotto contro il Cav. O meglio, su quei fatti su cui non si riesce a far chiarezza nonostante le testimonianze. «Operazione verità sull’ estate-autunno del 2011. Napolitano smemorato. Celebra con i beneficiati, cioè Monti coi suoi ministri, il suo governo tecnico fuori dalla Costituzione e scrive agitando il turibolo sul proprio ego, e smentisce con affermazioni senza contraddittorio le testimonianze e le prove fornite dal sottoscritto e da Friedman». Lo afferma Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera.

Fu Tim Geithner a usare la parola “complotto”

«Chiariamo – prosegue – è stato Tim Geithner, ministro del Tesoro di Obama, a usare la parola the scheme che si traduce “complotto”. Che cosa aveva di strumentale questa testimonianza? E che cosa e chi voleva manipolare Zapatero, premier spagnolo, che ha sostenuto le medesime evidenze riscontrate a Cannes in quel novembre 2011? E le affermazioni stesse di Monti, De Benedetti e Prodi rilasciate a Alan Friedman? Manipolatori anche quei tre? Comprendiamo l’esigenza di voler “vincere facile”, e quindi si scelgono luoghi e comprimari ossequiosi e riconoscenti, ma se realmente si vuole porre fine alla contesa, Napolitano ha la strada molto semplice di chiedere con noi che la verità venga accertata da una Commissione parlamentare d’inchiesta, la quale raccolga e confronti documenti e testimonianze sulle cause che portarono alla fine dell’ultimo governo legittimamente eletto dal popolo italiano, guidato da Silvio Berlusconi, e sul ruolo svolto in quella fase da potenze estere e dal Quirinale. Chi non ha paura della verità non evade dal confronto».