Colosseo, l’allarme: tra 5 anni tutti i monumenti chiusi se non si assume

Questa volta non ci sono state polemiche: nonostante l’assemblea dei lavoratori, i turisti hanno potuto tranquillamente vistare il Colosseo. Le immagini di questa estate delle migliaia di visitatori accalcati davanti ai cancelli sbarrati dell’Anfiteatro Flavio e di tutti i principali siti archeologici di Roma, chiusi per assemblea sindacale, sono solo un ricordo. Questa volta i lavoratori e i sindacati si sono saputi organizzare, hanno lasciato aperti i cancelli dei maggiori siti e non hanno creato nessun disagio ai visitatori.

Colosseo, le rivendicazioni dei dipendenti

Ma le loro rivendicazioni sono reali e la protesta rientra nella mobilitazione contro i tagli voluti da Renzi nella legge di stabilità. Da mesi chiedono il rinnovo del contratto e la riduzione del turnover. Un problema serio quello della mancata sostituzione del personale che va in pensione che, se non sarà adeguatamente affrontato, rischia di provocare ulteriori danni al settore dei beni culturali: tra qualche anno rischeranno, infatti, di restare chiusi non per qualche ora ma perché non ci sarà nessun dipendente per aprire i cancelli. A  lanciare l’allarme è stato il sindacalista della Uil Enzo Feliciani: «Vista l’età media dei dipendenti dei beni culturali, sui 56 anni, e visto il blocco delle assunzioni, da qui cinque anni il 50% dei dipendenti dei lavoratori dei beni culturali andranno in pensione. Questo vuol dire che se ora ci si preoccupa tanto di una mancata apertura del Colosseo, tra cinque anni saranno a rischio le aperture di tutti i siti».

I sindacati avvertono il governo:  il 28 manifestazione unitaria

Una riunione sindacale che è durata quattro ore. Al termine i sindacati hanno comunicato che il 28 novembre si terrà a Roma «una manifestazione unitaria di tutti i lavoratori del pubblico impiego. Se non avremo risposte siamo pronti allo sciopero generale». E ancora: se dopo il 28 novembre «non ci saranno aperture andremo di certo allo sciopero generale tra dicembre e gennaio, che coinvolgerà dalle scuole agli ospedali, non solo il Colosseo».