Cinque giudici per i due marò. E in Italia nasce un “giornale” che li ridicolizza

Nel giorno in cui il ministro della Difesa Roberto Pinotti, in una lunga intervista al Corriere della Sera, relega in due ore generiche la questione dei due marò, la buona notizia è che si è costituito, con la nomina dei 5 giudici, il Tribunale arbitrale che dovrà dirimere la controversia sul caso dei marò tra Italia e India. Lo ha annunciato ufficialmente la Corte permanente di Arbitrato (Cpa) dell’Aja che ospiterà il Tribunale. Insieme agli arbitri italiano Francesco Francioni e indiano P. Chandrasekhara Rao, sono stati nominati “dopo consultazioni tra le parti” il coreano Jin-Hyun Paik, il giamaicano Patrick Robinson e il presidente del Tribunale, il russo Vladimir Golitsyn. Dopo l’avvio della procedura arbitrale a giugno scorso e nell’attesa della costituzione del Tribunale arbitrale, l’Italia aveva intanto presentato richiesta di “misure cautelari urgenti” a tutela dei due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, al Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo. Con la sentenza del 24 agosto scorso, il Tribunale ha imposto all’India di sospendere ogni tipo di giurisdizione sul caso, ma ha respinto la richiesta italiana di far rientrare Girone in Italia (e farvi rimanere Latorre, già in patria per motivi di salute) per tutta la durata della procedura arbitrale.

Un finto settimanale di satira sui due marò

In Italia, intanto, c’è chi segue la vicenda dei due fucilieri italiani con un occhio molto divertito, nonostante la tragedia delle famiglie dei due soldati che da tre anni sono in attesa di un semplice processo. L’ultima iniziativa è quella di un settimanale ironico su Fb, con 12mila like, su cui vengono pubblicate false copertine di sfottò: “Lo scorso venerdì era Halloween e – per rispetto degli scheletri nell’armadio – #‎inostrimarò‬ non è uscito. Ma non abbiamo smesso di pensarli! Oltretutto novembre è il mese della prevenzione marò! ”, è una delle sagaci copertine… Chi vuole ridere sulle spalle del soldati italiani può farlo qui, anche questa è democrazia, purtroppo…