Choc a Parigi, no-global e teppisti di sinistra profanano le vittime: 317 fermi

Parigi ancora una volta è sotto choc: questa volta per gli atti di vandalismo al memoriale delle vittime degli attentati nella centralissima Place de la République. A compierli, alla vigilia della XXI Conferenza Onu sul clima, i soliti estremisti di sinistra: 317 i fermati. Vestiti di nero e col capo coperto hanno volutamente attaccato le forze dell’ordine facendo salire la tensione alle stelle.

Parigi, scontri a Palce de la République

La mattinata era cominciata senza sole ma con moltissime persone che avevano aderito all’appello di Avaaz – l’organizzazione che aveva lanciato l’idea della marcia per salvare il clima poi annullata dopo l’instaurazione dello stato di emergenza – a portare un paio di scarpe in Place de la République, il luogo da cui sarebbe dovuto partire il corteo. In mezzo al “prato” colorato di centinaia di scarpine da bimbi, sandali, tacchi a spillo e scarpe da ginnastica, anche quelle mandate da Papa Francesco, dell’attrice francese Marion Cotillard e della stilista Vivienne Westwood. Poi tra cinque e 10mila persone si sono prese per mano in una lunga catena lungo il percorso virtuale della manifestazione, sino a Nation. Con una sola interruzione: davanti al Bataclan, in memoria delle 90 vittime cadute sotto i colpi della follia terroristica dell’Isis, e dove anche il premier canadese Justin Trudeau e il presidente cileno Michelle Bachelet sono voluti passare a rendere omaggio. Poi la deriva violenta: un gruppo di estremisti, riunito dietro la sigla “Anticop21”, al grido di «stato d’emergenza, stato di polizia, non ci toglierete il diritto di manifestare», a volto coperto ha cominciato a scontrarsi con le forze dell’ordine. Lanci di oggetti, ma soprattutto delle candele, dei vasi di fiori e degli altri oggetti del memoriale spontaneo lasciati ai piedi della statua della Marianna al centro della piazza. E persino le scarpe della marcia “mancata”.

L’indignazione dei parigini

L’indignazione dei parigini è scattata subito e molti dei presenti hanno cercato di rimettere ordine, mentre sui social network si è scatenata la condanna per il gesto profanatore. Ma, soprattutto, non si è fatta attendere la reazione delle forze dell’ordine, intervenute con lacrimogeni e cariche: iniziamente 208 persone sono state ammanettate per identificarle, di cui 174 fermate trattenute in stato di fermo, salite poi a 317. Clima pesante, insomma, già ancor prima di iniziare: mantenuto a tutti i costi dal governo francese nonostante gli attentati, l’evento è stato “sigillato” nell’area di Le Bourget, ad appena un paio di fermate dallo Stade de France e Saint-Denis, teatro d’azione e covo dei terroristi.