Caccia all’auto dei terroristi nel Nord Italia, la polizia: «Allarme rientrato»

«L’allarme c’è stato, ma è rientrato. Non abbiamo tracce del passaggio, o della presenza, di quel veicolo sul territorio italiano». Così il questore vicario di Torino, Sergio Molino, sull’allarme per la presunta presenza in Italia della Seat nera con a bordo un presunto attentatore di Parigi, che si è inseguito per tutta la giornata, tra conferme, smentite e indiscrezioni, fino all’ipotesi che l’auto non solo fosse entrata in Italia dopo l’attentato, ma da qui fosse partita alcuni giorni prima delle stragi.

L’ipotesi che la Seat fosse partita dall’Italia

A divulgare la notizia che la Seat Ibiza nera su cui viaggerebbe almeno uno dei terroristi delle stragi poteva essere partita dall’Italia era stato il quotidiano La Stampa. «L’autovettura avrebbe attraversato la frontiera di Ventimiglia dall’Italia alla Francia nei giorni precedenti l’attentato», si leggeva sul quotidiano online, che proseguiva: «Da qui il sospetto che uno degli attentatori di Parigi potrebbe ora aver deciso di fare il percorso inverso».

A bordo almeno uno dei terroristi

Le ricerche dell’auto, inizialmente concentrate sulla tangenziale di Torino e sulle autostrade del Piemonte, erano state estese a tutte le regioni del Nord. A bordo dell’auto era stato segnalato il francese di 32 anni, Baptiste Burgy. Il sospettato, secondo quanto trapelato inizialmente, era entrato (o, secondo le ultime indiscrezioni, rientrato) in Italia passando dalla frontiera di Ventimiglia.

L’auto segnalata a Ventimiglia

Un primo dispaccio sulla Seat era stato diramato dal servizio di cooperazione internazionale di polizia e rivolto a tutti gli uffici italiani competenti. «Si prega di voler ricercare una autovettura Seat modello sconosciuto di colore nero, targa GUT 18053, con probabile ingresso a Ventimiglia. Possibile collegamento con gli attentati in Francia», si leggeva nella nota dell’Interpol. Insieme alla nota era stato diffuso anche il contenuto di una indiscrezione secondo cui non vi era alcuna certezza che l’auto fosse effettivamente entrata in Italia. Dunque, un tentativo di arginare la portata dell’allarme, rendendo noto che la Seat era stata segnalata non solo alla polizia italiana e non solo per Ventimiglia, ma a tutte le polizie dei Paesi confinanti con la Francia.

Gli avvisi dell’Interpol

In questo senso, era stato segnalato un documento del centro di cooperazione di polizia della dogana di Hendaye, al confine tra la Francia e la Spagna, in cui si avvertivano le autorità spagnole sulla necessità di ricercare «un veicolo sospetto che è stato visto nel circondario vicino ai luoghi dove sono stati commessi gli attentati di Parigi». La Seat, appunto. Nel documento si segnalava inoltre che a bordo dell’auto c’erano tre persone e che la targa, la stessa indicata dalle autorità italiane, era incompleta.