Caccia al leone, dopo il dentista Usa, il web contro un veterinario italiano

Caccia al leone? No grazie. E allora, suscita sdegno e commozione l’immagine del cacciatore che, fucile in spalla, domina sulla carcassa del leone che ha appena ucciso: è la foto incriminata che ha scatenato l’ira degli animalisti e le polemiche del web, alimentando il caso “Ponzetto” – dal nome del veterinario di Caluso (Torino) – gemellare a quello accaduto al dentista statunitense, Walter Palmer, che nello Zimbabwe uccise il leone Cecil.

Caccia al leone: il caso di Luciano Ponzetto

Cambiano i nomi di cacciatori e prede e cambia lo scenario naturale: ma le invettive sono sempre quelle. Solo che stavolta investono un veterinario di Caluso (Torino), direttore sanitario di un canile, Luciano Ponzetto, come anticipato immortalato davanti ad un leone ucciso in Tanzania durante un safari. Alcuni hanno riconosciuto il medico ed hanno postato le foto su Fb dopo averle scaricate da un sito di safari, appunto, dal quale poi sono state rimosse: ma anche così non si riesce ad arginare l’onda d’urto delle accuse e delle recriminazioni che intasano il web e i social network, inondati – come già per il caso del leone Cecil – di commenti e insulti rivolti al cacciatore di turno.

Il precedente del dentista del Minnesota

Il veterinario del Torinese – non per niente ribattezzato il «Walter Palmer italiano» – come il dentista del Minnesota – che l’estate scorsa si era fatto fotografare davanti al leone Cecil, dominato e ucciso – si è lasciato immortalare con la preda sottomessa. E come già il medico d’oltreoceano, dunque, anche il veterinario nostrano,si è visto costretto a difendersi e giustificare l’atto, affidando la sua difesa anche a un comunicato diramato in Rete, in cui il cacciatore sostiene che «la professione di veterinario non è incompatibile, né sotto il profilo deontologico, né sotto quello morale, con attività di caccia o safari, praticate nel rispetto delle vigenti leggi, ove esse possono essere svolte». A quanto si apprende, infatti, il veterinario non rischia la radiazione dall’albo, anche se la vicenda potrebbe avere comunque qualche strascico giudiziario. Peraltro, Ponzetto avrebbe presentato due denunce alla stazione dei carabinieri di Caluso: una contro ignoti per quanto riguarda i commenti postati sul web, e una per diffamazione a mezzo stampa.