Bimba rapita dal papà musulmano: l’appello disperato della madre

Ancora una giovanissima vittima del fondamentalismo islamico: questa volta è una bambina francese di appena tre anni, sottrratta con l’inganno all’affetto della madre dal papà musulmano e costretta ad abbandonare la Francia alla volta della Turchia e, sembrerebbe, con destinazione finale Siria.

Bimba francese rapita dal papà musulmano

È un grido di dolore quello lanciato da Magali Laurent, una mamma francese di 35 anni, che dal 20 ottobre ha perso i contatti con Lila, la figlia di tre anni. Il suo ex-compagno, nonché padre della bimba, un musulmano convertitosi al fondamentalismo islamico dopo il licenziamento da un grande albergo parigino, l’avrebbe imbarcata su un volo per la Turchia con l’intenzione di passare in Siria. «Mia figlia è in pericolo. Non è sopportabile», ha detto la donna in una sentita testimonianza riportata in queste ore dai media francesi. L’ultima volta che la mamma ha visto la piccola era il 20 ottobre, quando il padre, Anis Riahi, un franco-tunisino di 36 anni, è andato a prendere Lila per portarlain vacanza  – questa era la versione data dal papà musulmano –, ufficialmente in Tunisia. La bimba sarebbe dovuta tornare il 27 ottobre. Ma quel giorno Magali, invece di vedere ritornare la figlioletta, ha ricevuto una chiamata dalla sorella del suo ex-marito, con la quale la cognata le comunicava alla donna che i due «erano in Turchia e che non sarebbero tornati». Per lei non ci sono dubbi. «Il piano dell’ex marito punta al 100% ad andare in Siria».

Il piano del rapimento e le parole del “papà musulmano”

Da inizio 2014, dopo il suo licenziamento da capo della reception di un grande albergo di Parigi, Anis Riahi, ha cominciato a radicalizzarsi. Venerdì scorso la mamma ha ricevuto il seguente messaggio: «Lila sta bene, è in buona salute. Giuro con Allah che non l’ho fatto per vendicarmi di te, anche se poi il risultato è lo stesso. Che Allah ti dia la pazienza per questa immensa prova». Il padre ha poi anche aggiunto che di l^,a breve non avrebbe avuto più la possibilità di comunicare e quindi – conclude – che non potrà più contattarla, anche per mesi. Frank Berton, il legale di Magali, ha fatto sapere che sporgerà denuncia per «rapimento e sequestro di minore di 15 anni». Un appello è quindi rivolto ai magistrati antiterrorismo affinché si incarichino al più presto delle indagini. «C’è urgenza assoluta – dice ai media transalpini – chiediamo a tutte le autorità dello Stato, al ministero degli Esteri, al presidente della Repubblica, al premier, di contattare gli omologhi in Turchia».